di Clara Varano – Pietro Procopio, 59 anni di Guardavalle, faceva da 20 anni la stessa strada per raggiungere i campi che da tempo coltivava. Era un boscaiolo ed aveva avuto qualche piccolo increscioso problema con le forze dell’ordine nel 2009, ma non era legato, nonostante il cognome, a nessuna cosca, a nessun clan della ‘ndrangheta. Era ben voluto in paese, da quello che raccontano gli abitanti di Guardavalle, eppure qualcuno, oggi, lo ha ucciso con la tipica modalità mafiosa.
Una strada di campagna, isolata, un agguato. Qualcuno dal ciglio della strada lo ha aspettato ed ha fatto fuoco in direzione della sua Fiat Panda rossa colpendolo in pieno. Sono stati 7 i pallini esplosi dal fucile calibro 12 a pallettoni utilizzato per l’omicidio dall’assassino. Pallini che lo hanno raggiunto al petto e al collo, uccidendolo sul colpo. Quella strada che abitudinariamente faceva ogni giorno alla stessa ora, 6.30 all’andata e primo pomeriggio di rientro a casa, gli è stata fatale. Al ritorno il killer lo ha aspettato ed ha agito indisturbato. La zona, impervia, di montagna, infatti è completamente isolata.
“Elce della Vecchia” una frazione ostica della montagna di Guardavalle dove non va nessuno se non boscaioli e pastori. E proprio un pastore ha trovato il corpo di Pietro Procopio ed ha dato l’allarme. I carabinieri che stanno battendo tutte le piste, escludono per il momento che si possa trattare di un omicidio di ‘ndrangheta, almeno legato a lotte intestine ai clan, anche se la storia insegna che la criminalità può uccidere per futili motivi legati a pascoli di vacche e a proprietà di terreni.
Quel che è certo è che la Compagnia di Soverato, guidata dal Capitano Saverio Sica, e il reparto operativo del comando Provinciale di Catanzaro, dopo aver effettuato i rilievi, hanno iniziato a sentire i familiari della vittima, la moglie ed i 6 figli, sconvolti dalla notizia. Da oggi inizia la caccia all’uomo che vista l’assenza di un movente plausibile, almeno per il momento, non sarà facile, nonostante gli investigatori pensino che l’omicidio sia legato a questioni private.
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