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    ‘Ndrangheta clan Zindato – Chiuse le indagini dell’operazione ‘Cripto’

    di Giuseppe Baldessarro – Indagini chiuse per 18 presunti esponenti della cosca Caridi-Borghetto-Zindato. La Procura di Reggio Calabria sta infatti notificando i relativi avvisi relativi all’inchiesta che scaturì nell’operazione Cripto. Di associazione a delinquere di stampo mafioso devono rispondere Domenico Barbaro, Eugenio Borghetto, Rosa Maria Buzzan, Natale Cuzzola, Alessandro Iannì, Paolo Latella, Domanico Antonio Laurendi, Francesco Laurendi, Giuseppe Laurendi, Carmela Maria Nava, Biagio Parisi, Cosimo Pennestrì, Massimiliano Polimeni, Domanico Varano, Domenico Ventura, Francesco Zindato, Domenico Bullace e Gaetano Andrea Zindato.

    Secondo l’accusa il clan aveva messo in atto una sorta di mutuale assistenza nei confronti dei familiari dei detenuti appartenenti alla cosca per sostenere spese legali e di sopravvivenza. Per il Pm della Dda Stefano Musolino, si trattava di un sistema collaudato di colletta che finiva fatta con i proventi di attività illecite.

    Nella storia emerge il ruolo centrale della madre dei fratelli Checco e Andrea Zindato, considerati i vertici della cosca egemone nei rioni di Modena, Ciccarello e San Giorgio Extra. La donna, Carmela Maria Nava avrebbe svolto un ruolo centrale nell’organizzazione del gruppo criminale facendo le veci dei figli, entrambi detenuti e fungendo da punto di riferimento per gli affari della cosca. Per tutti l’accusa è di associazione per delinquere di stampo mafioso. Ad alcuni degli indagati viene anche contestato il traffico di droga e reati in tema di armi.
    L’indagine, ribattezzata “Cripto” è stata avviata a seguito della scomparsa e la successiva uccisione di Marco Puntorieri nel settembre 2011.