di Stefano Perri – Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tra i rappresentanti sindacali e i vertici della Società di Gestione dell’aeroporto dello Stretto. ”Esito negativo” bolla la Prefettura. La vertenza di fatto va avanti. Le parti non hanno raggiunto il compromesso auspicato. Troppo lontane, almeno per il momento, le richieste dei sindacati dalle possibilità messe in campo dall’azienda.
La questione principale rimane quella degli stipendi arretrati. Tre secondo i sindacati. Uno per l’azienda. Il vulnus nasce dal fatto che per il mese di gennaio Sogas ha già versato un acconto di mille euro ai lavoratori, ma secondo i sindacati la mensilità non è chiusa. Poi c’è la mensilità di febbraio, già maturata, ed infine quella di marzo, che però per l’azienda non è da considerare come arretrato stante la prassi di erogare le somme entro il decimo giorno del mese successivo.
Ma la vertenza non si ferma qui. Ci sono gli aumenti contrattuali previsti dall’adeguamento del contratto collettivo, circa 50 euro a dipendente, che peraltro sono retroattivi e secondo i sindacati dovrebbero partire da settembre, più un una tantum di 800 euro da erogare a tutto il personale.
C’è infine la questione dei buoni pasto. Qui la questione è ancora più complessa. I dipendenti lamentano la sospensione delle erogazione a partire da settembre 2012. L’azienda si è difesa dichiarando di aver messo a bando la gestione dei buoni pasto ma la gara è andata deserta. C’è dunque l’idea di monetizzare i buoni pasto, ma – si chiedono i Sindacati – se l’azienda non è in grado di garantire gli stipendi come fa a promettere la monetizzazione?
La vertenza dunque è tutt’altro che chiusa. Nel pomeriggio le organizzazioni sindacali sono tornate ad incontrarsi per decidere i prossimi passi. L’idea comunque è quella di chiedere alla Commissione di Garanzia nazionale l’autorizzazione per un primo sciopero di 4 ore in una data ancora da definire.





