Rosario Marando, sorvegliato speciale di Polizia, parla con uno dei suoi sodali, sollecitando la risoluzione con i Coluccio della vertenza di natura economica da tempo sussistente tra i due gruppi criminali per pregressi affari illeciti. “Quanto è vero Dio gli faccio male, me ne frego dei Carabinieri e che mi arrestano, tanto lo so che mi stanno registrando”.


Dopo la liberazione, la zia del ragazzo rapito chiama il nipote e lo invita a raggiungerlo in Calabria per capire meglio quello che gli è successo.





