di Grazia Candido – Era un bambino quando iniziò a muovere i primi passi nel teatro e, sin da piccolo, aveva le idee ben chiare: fare l’attore nella sua terra e strappare tanti sorrisi. Peppe Piromalli, artista reggino e membro della compagnia teatrale Officina dell’Arte, volto noto delle rassegne al Loreto, pur avendo 52 anni ha ancora tanti sogni da realizzare. Uno è ambizioso ma possibile e grazie al team Officina, punta a conquistare i palchi nazionali.
“Da piccolo sognavo di calcare, vivere un palcoscenico e non per imitare qualcuno ma perché sono convinto che è meglio stare in teatro che starne fuori – afferma Piromalli – Il vero attore non è colui che scimmiotta un altro collega famoso ma chi sa raccontare qualcosa di sé. E in questi anni, con gli attori dell’Officina dell’Arte, ho fatto conoscere ai reggini e non solo, pur ripercorrendo vecchie strade che in qualche modo ci hanno tarpato le ali, percorsi artistici nuovi che hanno messo in mostra una compagnia che sa fare arte. Abbiamo investito su un progetto più complesso e non è semplice uscire da una realtà come il BluSky che apparentemente sembrava consolidata, per crearne una nuova, fresca, pronta al confronto: l’Officina dell’arte. La nostra è una storia sincera, onesta, di amicizia, dove esiste un sostanziale equilibrio tra gli attori, i tecnici, gli addetti alla comunicazione: non c’è un leader, ognuno insegna e opera per migliorare l’altro”.
Una realtà teatrale che si è messa in gioco sul territorio tenendo sempre in conto la possibilità di non riuscirci ma da sola ha sfatato ogni diceria e forza avversa, riportando in città una kermesse artistica di livello.
“Nel lavoro dell’attore ci sono sempre due aspetti : il visibile e l’invisibile – continua il maestro Piromalli – Il saggio vive nel mondo pur sapendo di non essere completamente del mondo. E scoprire la giusta direzione che porta ad avere il giusto rapporto col pianeta è il punto di partenza. Fare l’attore non significa essere bravo e affascinante per ammaliare il pubblico. Ci vogliono tante componenti che unite al talento fanno di un uomo un vero attore. L’artista deve lavorare sul mondo interiore del personaggio che interpreta, deve cogliere i suoi aspetti più intimi e tirarli fuori suscitando l’interesse di chi lo guarda. Quando il sipario si chiude allo spettatore bisogna lasciare una parte di ciò che siamo altrimenti il teatro diventa un contenitore vuoto”.
Di sicuro non è vuoto il teatro “Siracusa” che, dallo scorso Dicembre, ospita la rassegna “Nuovi stimoli” ideata dall’Officina con sinergie artistiche locali e nazionali e che vede tra i prossimi big ospiti del cartellone, l’ex volto degli Sgommati, Gennaro Calabrese in scena il prossimo 17 Aprile. Un altro sogno che si realizza per Piromalli.
“Nei cassetti ho tanti altri desideri da concretizzare – conclude il maestro dell’Officina – Sto semplicemente costruendo le chiavi per aprirli tutti e vi garantisco che è solo questione di tempo”.






