di Giuseppe Baldessarro – Restano in carcere le cinque persone fermate nei giorni scorsi per aver favorito la latitanza di Francesco Luppino accusato d’aver ucciso Giuseppe Arimare e del tentato omicidio di Bernardo Princi avvenuti a Sant’Eufemia D’Aspromonte. Il Gip Massimo Minniti ha infatti convalidato i fermi e firmato le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Francesco Curatola (nato nel 59) a San Roberto; Domenico Trimarchi (nato nel ’91) di Sant’Eufemia d’Aspromonte; Antonino Laurenti (nato nell’86) a San Roberto; Mimma Corsaro (Nata nel ’74) di San Roberto e Rosy Curatola (nata nel ’96) di San Roberto.
In particolare, secondo il Gip, Trimarchi e Laurendi avevano il compito di «avevano il compito di fornire genere alimentari al latitante». Mentre I due Curatola e Corsaro «gli davano ospitalità presso la propria abitazione di Catona, consentendogli di dimorare e ricevere Trimarchi e Laurendi». Un fatto aggravato «dall’essere stato commesso per assicurare a Luppino l’impunità per il reato di tentato omicidio pluriaggravato, omicidio, detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di arma comune da sparo».
A Francesco Curatola, in più, viene contestata la detenzione illegale di armi da fuoco. Durante la perquisizione infatti si è scoperto che nascondeva una pistola calibro 7 e 65 marca Regina con matricola Abrasa, completa di caricatore contenente 5 colpi e un fucile da caccia sovrapposto calibro 12 privo di marca e di matricola. A Curatola viene anche contestata la detenzione illegale alcune decine di cartucce per fucile calibro 12, oltre a 13 cartucce calibro 7 e 65 Cfl e a pallini e pallettoni di piombo di varia misura.
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