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Reggio – Processo “New Bridge”, il pm Sirleo chiede oltre 50 anni di carcere in abbreviato

2 Marzo 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Cosenza – ‘Amore sbarrato 2’, laboratorio teatrale nella Casa circondariale

Invocato oltre mezzo secolo di carcere per gli imputati del troncone abbreviato del processo “New Bridge”. Il pm Paolo Sirleo ha chiesto al gup Domenico Santoro durissime condanne. Nello specifico dieci anni di carcere sono stati invocati per Carlo Piscioneri e Nicola Carrozza., quattordici anni per Domenico Geranio, otto anni di reclusione per Eugeni Ignezi, sei anni per Antonino Francesco Tamburello, sei anni e e 20 mila euro di multa per Giovanni Morabito, assistito dai legali Luca Barillà e Tonino Curatola. Le accuse sono a vario titolo quelle di associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, armi e riciclaggio di denaro. Unica assoluzione invocata dall’accusa è per Cosimo Marando, quest’ultimo, difeso dall’avvocato Leone Fonte, nonostante l’accusa di associazione mafiosa è stato infatti scarcerato nei mesi scorsi dalla Corte di Cassazione. L’inchiesta “New bridge” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, avrebbe scoperto una organizzazione della ’ndrangheta della ionica calabrese operante fra Italia, Stati Uniti, Canada, Centro e Sudamerica. Fra i coinvolti ci sono presunti esponenti delle famiglie Ursino e Simonetta, capi di una potente `ndrina della ionica calabrese e personaggi stranieri e italo-americani. Risultano essere indagati anche presunti affiliati alla famiglia mafiosa dei Gambino, attivi in Usa. L’indagine “New Bridge” è infatti, il frutto di un lavoro, avviato nell’ambito del protocollo “Phanteon” del ministero dell’Interno e che ha previsto anche lo scambio, fra Italia e gli Stati Uniti d’America, di investigatori esperti nella lotta alla criminalità di tipo mafioso. In oltre 2000 pagine di informativa della Polizia di Stato, con una quantità enorme di intercettazioni telefoniche e ambientali, sono condensati due anni di indagini che puntano a dimostrare l’esistenza di un “ponte” fra la Calabria e gli Stati Uniti per un sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti e del riciclaggio di denaro. Il sedici aprile si dovranno invece presentare dinanzi al Tirbunale di Locri altre 13 persone che sono state rinviate a giudizio dal gup Domenico Santoro. Il processo è stato disposto infatti, per Carlo Brillante, classe 1965, Daniele Covotto, Bledar Halili, Cosimo Ienco, Vincenzo Perrelli, Daniele Lacatus, Andrea Memmolo, Nicola Antonio Simonetta, Mario Ursini, classe 1950, Francesco Ursino, classe 1982 e Francesco Vonnella. (an.pa.)

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