”Lo stato invece di tutelarci ha preferito ‘marchiarci’ con un’interdittiva antimafia basata su un processo riguardante mio padre, dal quale è risultato assolto in tutti i gradi di giudizio” a parlare è la figlia dell’imprenditore reggino Andrea Cutrupi che aveva denunciato, fatto arrestare e poi condannare il boss di una delle cosche più potenti di Reggio Calabria, Pasquale Libri, ma adesso ha dovuto chiudere l’azienda in quanto la Prefettura ha emesso un’interdittiva antimafia perdendo le commesse pubbliche ottenute in gare d’appalto bandite in varie regioni.Ancora una volta l’ingiustizia si accanisce contro le persone oneste”. Interdittiva, dice la donna, che ha portato alla perdita di commesse per 5 milioni di euro. “Abbiamo fatto ricorso al Tar e al Consiglio di Stato – prosegue – ma senza esito. Abbiamo chiesto già quattro volte alla Prefettura di rivedere la nostra posizione, ma non abbiamo avuto risposte”. “Questo – prosegue la donna – per me rappresenta una profonda sconfitta. “Allora – conclude Menia Cutrupi – chiedo a gran voce: come si combatte la ‘ndrangheta? Vorrei una risposta in un Paese in cui la legalità sembra combattersi solo a parole”.





