Sceglie la Capitale per debuttare con il suo nuovo spettacolo “Torno a scuola….un anno dopo”, l’attore reggino Gennaro Calabrese pronto a calcare il palco del teatro “Tirso de Molina” il prossimo 8 Aprile. Una pièce divertente scritta a quattro mani dal cabarettista Calabrese e Gianluca Irti e che vede anche quest’anno, la partecipazione della simpatica attrice romana Valentina Paoletti e del corpo di ballo Valeria Palmacci e Licia Cricchi. Cinque giorni (dall’8 al 12 Aprile) di puro spettacolo nei quali l’ex volto del talk satirico “Gli Sgommati” metterà a nudo l’attuale situazione scolastica del Paese. Una situazione che porterà dopo l’anteprima di Roma anche a Reggio Calabria dal 17 al 19 Aprile al teatro “Siracusa”. L’esordio della travolgente pièce in riva allo Stretto è inserito all’interno della programmazione teatrale “Officina dell’Arte” mentre le due repliche del 18 e 19 Aprile sono organizzate dall’associazione “Kabuki”. Gennaro in duplice veste, tornerà tra i banchi della scuola privata “Watson”, privata di tutto, e con i suoi personaggi proverà a non far chiudere l’istituto. Nei panni di un uomo condannato ai servizi sociali per il reato di “Falsa identità” e poi di studente, con le sue risorse artistiche e l’aiuto di una scorbutica ma leale bidella interpretata dalla solare Paoletti, convincerà i genitori ad iscrivere i propri figli in quella scuola. Calabrese con le imitazioni di inediti personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura in uno show interamente nuovo, lancerà dei messaggi precisi a chi governa, denuncerà gli atavici problemi della scuola attraverso il teatro ma soprattutto, farà capire che la nostra società può essere salvata solo dal soffio dell’istruzione.
“Torno a scuola, un anno dopo è una rivisitazione ed un’evoluzione dello show che ho portato in giro l’anno scorso per tutta Italia – afferma l’attore Calabrese – un sequel rivisto e aggiornato con tante novità e personaggi, musiche, balletti, sketch nuovi. Purtroppo, l’Italia sta vivendo un momento particolare e delicato: nel mondo scolastico abbiamo situazioni di eccellenza che si alternano a situazioni che possono mettere in imbarazzo un Paese di un’importante caratura culturale come il nostro. Sfondato il muro del terzo millennio, tra tecnologie all’ultimo grido e mezzi di comunicazione che accorciano le distanze e migliorano la vita, il numero di studenti che decide di smettere di studiare prima del conseguimento del diploma è ancora troppo alto. Con il mio spettacolo denuncerò questa crisi economica, politica, crisi dei valori morali che monopolizzano i telegiornali , i giornali, i talk e che non sono figli di una sola madre. Tra le cause di questa caduta libera del nostro Paese che si possono annoverare, una è il fenomeno della dispersione scolastica. Ma nella scuola Watson farò di tutto per rimettere sulla retta via genitori e studenti perché come diceva Ghandi dobbiamo “imparare come se dovessimo vivere per sempre”.
(gra.ca)





