di Grazia Candido – E’ sempre lo stesso identico copione. Da Nord a Sud della città, le fotografie scattate dai residenti e inviateci sembrano tutte uguali e il leitmotiv è: assoluto degrado. A lanciare una richiesta di aiuto questa volta sono i cittadini di Catona che vedono sì “cambiare la zona in cui risiedono da una vita ma sempre in peggio”.
Il tour parte proprio da quel lungomare per tanti anni atteso e desiderato dove però a parte le erbacce sul ciglio della strada e le aiuole non curate, ogni qualvolta piove la via si trasforma in una piscina. Per non parlare dei marciapiedi dissestati, mancanza di grate agli scoli dell’acqua, crepe e buche lungo la carreggiata che possono ledere l’incolumità degli automobilisti.
I residenti all’unisono chiedono un immediato intervento di riqualificazione dell’intera area, in prossimità della stagione estiva, in modo da “restituirle il giusto decoro pubblico, sia perché è una zona balneare sia perché rappresenta il polmone verde del quartiere”.
“Se acquisto un’automobile necessariamente ogni anno per manutenzione la devo portare dal meccanico, dal gommista, all’autolavaggio per mantenerla funzionale altrimenti, senza queste accortezze, diventerà col tempo un rottame – afferma il signor Barillà residente del luogo – Ormai Catona, Gallico e le zone periferiche della città, abbandonate e non soggette a manutenzione, sono diventate un rottame. Tutto ciò che è pubblico è l’emblema del devastante degrado che ci sta opprimendo. Strade colabrodo, lampioni che non funzionano, cartelli stradali e panchine rotte o inesistenti. La politica è assente, non ci da ascolto e gli amministratori non fanno nulla di incisivo”.
Ed effettivamente le immagini di alcuni scatti che avrebbero dovuto mettere in mostra uno dei luoghi più belli della zona Nord, mostrano uno degli aspetti più brutti di un sito che, in estate, è una affollata meta turistica. I cittadini si lamentano anche “dell’inesistente manutenzione ordinaria e straordinaria, delle vaste aree in pieno centro deturpate da ruderi abbandonati dove invece si potrebbe investire per creare spazi parcheggio, vie caratterizzate da pantani naturali e tombini delle acque reflue aperti perché sprovvisti di coperture”.
Per non parlare di piazza Matteotti che dovrebbe essere un luogo di aggregazione per i giovani e gli anziani, invece è la “casa” di topi e gatti ornata da rifiuti ed erbacce. Per onestà intellettuale c’è anche da dire che l’immondizia allocata sotto i sottopassaggi o quella lasciata fuori dai cassonetti o in mezzo alle piazze di sicuro, non è opera degli amministratori locali, cosa ben diversa sono le azioni di manutenzione e pulizia che invece dovrebbero essere svolte da chi governa. Di certo, non farebbe male che ognuno di noi si facesse un sentito “mea culpa” e forse, solo allora, potremmo davvero parlare di “svolta” e sviluppo urbano.





