Il giudice Antonio Salvati presenta agli allievi del liceo “Nicola Pizi” di Palmi, diretto dalla preside Maria Corica, il Festival della letteratura e del diritto (al via venerdì 17aprile) che, giunto alla seconda edizione, allarga i propri confini e da Palmi arriva anche a Reggio Calabria e Cittanova. Una lectio originale e appassionante che, partendo dai Pink Floyd è arrivata a Kafka per spiegare ai ragazzi cos’è l’errore giudiziario, tema di questa edizione. Letteratura e diritto, un accostamento meno ardito di quanto si possa credere. “Poiché – dice Salvati – i grandi interrogativi e le grandi tematiche che il diritto offre possono certamente dare luogo a convegni di carattere tecnico e giuridico ma acquistano molto più fascino se si affrontano dal punto di vista letterario. Del resto, il bello della letteratura è che parte da un punto e ti porta ovunque”. E il bello del diritto, invece, qual è? “La sensazione che si ha di mettere un po’ d’ordine in questo mondo e di attribuire a ciascuno ciò che è dovuto – risponde Salvati – il brutto, invece, è quando si ha la sensazione di non riuscire a farcela. Io sono un giudice che ha molto rispetto e timore del grande potere che gli è stato attribuito”.
Quale scintilla si propone di suscitare questo festival nei ragazzi?
“Vorrei che imparassero ad essere curiosi. La curiosità è il motore, la chiave di tutto. Gli studenti sono abituati a pensare che esistano due tipi di culture: una classica, “alta”, aulica e una viva, “bassa”, quotidiana, al di fuori della scuola. Non è così. Bisogna educare i ragazzi a capire che non esiste un alto e un basso, un serio e un non serio. Si può partire dai neo melodici napoletani, passare da Gomorra e parlare di legalità. Non c’è un solo codice o un solo canale. Non bisogna avere confini e questo significa navigare con la curiosità nelle vene”. “Solo una persona che ama la letteratura ed esercita il diritto poteva pensare ad un festival che combinasse con successo le due cose” afferma la preside del liceo “Pizi”, Maria Corica che organizza sempre con consapevolezza ogni incontro del suo liceo.
C’è un filo conduttore che unisce tutte le iniziative del “Pizi” di Palmi: la legalità. O meglio: la legalità coniugata alla cultura e declinata nelle sue molteplici forme. “Si vive in una società che a volte sembra quasi premiare l’illegalità. Ciò può scoraggiare i nostri ragazzi. La scuola, invece, deve trasmettere altri messaggi: il rispetto delle regole, la correttezza, l’onestà. Questo è il luogo della non rassegnazione, perché qualunque seme, prima o poi, darà i suoi frutti. E saranno buoni perché il terreno è sano”.





