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    ‘Ndrangheta, processo Ghost: rete di spaccio nazionale, 4 condanne in Appello

    Sono più lievi le pene comminate dai giudici della Corte d’appello di Catanzaro nel processo “Ghost”. Il collegio presieduto dal giudice Giancarlo Bianchi, ha infatti, disposto 4 condanne, per complessivi 27 anni e 4 mesi di carcere, ed un’assoluzione. Nello specifico hanno condannato Nazzareno Caglioti di Gerocarne (Vv) a 6 anni e 8 mesi di reclusione (10 in primo grado); Alfonso Namia di Vibo Valentia a 7 anni (12 in primo grado); Vincenzo Capomolla di Gerocarne a 7 anni (15 in primo grado); Rosaria Iennarella di Sorianello a 6 anni e 8 mesi (7 in primo grado). Assolta, invece Caterina Granato di Pizzo Calabro (10 anni in primo grado).

    Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nell’omonima operazione, coordinata dall’ex pm della Dda di Catanzaro, Giampaolo Boninsegna, gli imputati avrebbero dato vita ad una vera e propria organizzazione criminale con al centro delle attività lo spaccio di cocaina, hashish e marijuana nel Vibonese, a Firenze, Lamezia Terme, Ciro’ e Cremona, con un giro d’affari valutato in ben 5mila euro al giorno.

    La maggior parte degli indagati sono già stati condannati con il rito abbreviato. La “centrale” dello smercio sarebbe stato un capannone sito in località “Felicello” a Gerocarne, nel vibonese, per raggiungere il quale i poliziotti della Mobile di Vibo si erano “mimetizzati” installando telecamere e microspie.