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    Missione Messina

    Nasce ‘Missione Messina’ il movimento di rottura con un Pd locale ‘insesistente’

    di Clara Varano – C’è una nuova realtà politica a Messina. Nasce “Missione Messina”, un nuovo movimento creato dai consiglieri comunali Santi Daniele Zuccarello, eletto alle ultime amministrative nella lista civica “Progressisti democratici”, a sostegno del Partito democratico, e Donatella Sindoni, candidata proprio in forza al Pd.

    “Un nuovo progetto per la città” che, spiega Santi Daniele Zuccarello, prende “le distanze dal Partito Democratico che oggi non c’è, è assente e che non ci ha mai sostenuto nelle battaglie che abbiamo portato avanti”.

    Ma da dove nasce la necessità di questa rottura? “La verità – spiega Zuccarello – è che a Messina non esiste il Pd, che noi auspichiamo rinasca. Non esiste una realtà che segua le battaglie e le proposte di quel partito che dovrebbe essere il Pd. Fino ad oggi non è mai avvenuto”.

    Una mission che pone le sue basi su quello che in 2 anni i consiglieri fondatori del movimento hanno fatto a palazzo Zanca. “Fino ad oggi – sottolinea, infatti, Zuccarello – noi non abbiamo fatto chiacchiere in Consiglio Comune, abbiamo sempre avanzato proposte concrete su tutti i fronti e le problematiche, portando proposte e soluzioni reali, che spesso non vengono ascoltate da questa amministrazione. Parlo di delibere che restano nei meandri della burocrazia dell’amministrazione comunale”. Principalmente fa riferimento “all’attività di trasparenza e legalità che svolgo dall’inizio con le varie denunce che ho fatto”.

    Missione Messina“Missione Messina” nasce in quello che può definirsi un vero e proprio clima elettorale. I toni di Zuccarello sono quelli: “E’ un progetto ambizioso – dice Zuccarello – perché vogliamo che la città torni ad essere ambiziosa. Dobbiamo pretendere molto di più e invece ci stiamo accontentando delle briciole, forse perché tutti gli amministratori che si sono susseguiti sono stati ambiziosi solo per se stessi e non per la città”.

    Quanto alla possibilità di rientrare nei dem è lapidario: “L’idea non neghiamo che c’è, col presupposto che il partito torni ad essere presente e venga incontro a quelle che sono le nostre aspettative, ma sarà molto difficile che questo avvenga conoscendo il Pd e da chi è composto qui a Messina. Ad ogni modo è chiaro che il Pd avrebbe dovuto e deve voltare pagina. E siccome non è riuscito a farlo, lo facciamo noi indipendentemente”.

    Zuccarello, infine, racconta di un Pd messinese diverso da quella che è la logica verso cui si muove il partito nazionale, un Pd “ancorato ancora a vecchi sistemi, alla vecchia politica che non c’è più, a vecchi soggetti”.

    “Molti colleghi consiglieri comunali – conclude – sono legati ancora a vecchie logiche che ormai non esistono. Fino a quando tutto ciò viene mantenuto non c’è un partito democratico che si possa definire Pd e che possa rappresentare gli elettori del Pd, perché chi vota Partito democratico non è questa la politica che vuole. Soprattutto vuole sentire qualcosa e da questo Pd non si sente nulla, non esiste il partito. Il Consiglio ne è la prova. I consiglieri fanno quello che vogliono, votano quello che piace loro senza consultarsi. Questo dimostra che non esiste un partito a Messina. In due anni non hanno mai avanzato proposte”.