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La riforma della giustizia al centro del congresso di Magistratura Democratica

30 Marzo 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Anna Canepa Reggio Calabria

di Stefano Perri – ”Dopo più di 700 giorni finalmente è all’ordine del giorno. Speriamo che la riforma della giustizia non si trasformi nella riforma dei magistrati”. Si è aperto stamattina al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria il ventesimo congresso di Magistratura Democratica, la più nota delle associazioni nelle quali si articola al suo interno la magistratura italiana.

Una scelta, quella di tenere il congresso a Reggio Calabria, che da parte di Magistratura Democratica significa un segnale preciso. ”Ringrazio Reggio per l’accoglienza molto calda – ha commentato il segretario nazionale di Magistratura Democratica Anna Canepa – quando diciamo riforma della giustizia significa farla funzionare soprattutto in questi territori difficili come questo”.

Al centro del dibattito, come era prevedibile, la riforma della giustizia attualmente in discussione in parlamento. A parlarne è il segretario Anna Canepa, che nella sua lunga relazione, di fronte alla platea di magistrati giunti da ogni parte d’Italia, ha elencato le principali criticità e le prospettive di sviluppo delle formule organizzative del sistema giudiziario nazionale.

”Abbiamo bisogno di risorse per dare efficenza a questa macchina che non funzione – ha dichiarato Canepa – la corruzione è il male del paese e ci voleva un po’ più di coraggio per intervenire. Quel che è certo – ha ribadito – è che non basta innalzare le pene. C’è un problema di efficacia delle misure e poi c’è il grande tema della prevenzione”.

Qualche considerazione, dal Segretario Anm, anche sul tema della prescrizione, una delle principali criticità che il Parlamento sta affrontando sul tema della riforma della giustizia. ”Avremmo voluto – ha affermato Canepa – che la prescrizione si interrompesse dopo il processo di primo grado”. Ed infine sull’altro tema caldo della riforma, quello delle intercettazioni. ”Dobbiamo stare attenti a non indebolire questo che rimane lo strumento più efficace per contrastare la criminalità – ha concluso il segretario –  quello che si sta prospettando non vorremo fosse l’ennesimo bavaglio nei confronti della stampa. Voyeurismo non va bene ma è giusto che l’opinione pubblica sappia con chi ha a che fare”.

Tags: anna canepaCongressogiustiziamagistratura democraticariforma
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