Ennesima spoliazione per la Calabria: le unità operative all’interno Distretto delle Dogane di Reggio Calabria scenderanno da venti a otto. La decisione è stata disposta dal Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lo scorso 9 marzo, in vista dell’imminente soppressione della struttura regionale e del conseguente trasferimento di tutte le sue funzioni al Distretto delle Dogane della città di Napoli.
Un provvedimento che ha mandato su tutte le furie i rappresentanti sindacali che dopo un’accesissima riunione nelle scorse ore hanno annunciato ”forme di lotta che potrebbero prevedere anche la proclamazione di uno stato di agitazione qualora l’Amministrazione non riconsideri le errate determinazioni”.
”L’operazione di riduzione del personale – scrivono i rappresentanti della triplice sindacale – sostanzialmente voluta e preordinata dal Direttore Interregionale per la Campania e la Calabria dott. Alberto Libeccio, arriva come un fulmine a ciel sereno, considerata la carenza di reali motivazioni di riorganizzazione amministrativa e l’assenza delle opportune informative alle rappresentanze sindacali”.
I sindacati hanno appreso in via informale di una proposta di rideteminazione dell’organico, a firma del Direttore Libeccio, trasmessa alla Direzione Centrale Personale e Organizzazione dell’Agenzia. Un documento che ”per la sua sospetta riservatezza – denunciano i sindacati – risulta inopportuno e non rispettoso delle regole che presiedono al buon andamento dei rapporti tra Parte Pubblica e OO.SS., e potrebbe determinare una pericolosa situazione di conflittualità tra le parti, poiché si ravvisa nella stessa una condotta antisindacale da parte dell’organo di vertice della Direzione Interregionale Campania e Calabria”.
Per i rappresentanti dei lavoratori il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane ”risulta ancora più incomprensibile se si considera che il Distretto di Reggio Calabria è stato istituito, dalla stessa Agenzia, nel 2009 come Ufficio pilota di tutte le Direzioni regionali e interregionali dell’intero territorio nazionale”. Necessario sarebbe un ”deciso intervento tutorio” da parte delle ”autorità politiche locali e regionali, per meglio definire gli aspetti oscuri di una vicenda che non può assolutamente essere lasciata ad una discrezionalità ingiustificata e (forse) intrisa di quei pregiudizi che, nel tempo, continuano a far male alla nostra Regione”.
”Dalla data di sua istituzione ad oggi – protestano ancora i sindacati – la struttura si è conquistata il plauso ed il riconoscimento dei vertici delle Dogane per la capacità e la professionalità dimostrata, tanto è vero che, nel mese di settembre 2014, la stessa Direzione Centrale, in occasione della mobilità nazionale, ha assegnato alla struttura calabrese ulteriori 7 unità di terza Area”.
La riorganizzazione degli uffici ed il taglio al personale dunque, appaiono ”discriminatorie nei confronti del Distretto della Calabria il quale, a parità di carichi di lavoro e tipologie di attribuzioni istituzionali, rispetto agli altri Distretti operanti nel territorio nazionale, si trova interessato da una contrazione del numero di unità superiore addirittura al 50% dell’organico esistente”.
”E evidente – concludono i rappresentanti dei lavoratori – che la Regione Calabria, ed in particolare la città di Reggio Calabria, prossima città metropolitana, non può essere depauperata della presenza di un Ufficio amministrativo in grado di svolgere, con un adeguato numero di unità, le funzioni ad esso demandate ed il cui depotenziamento sarebbe incomprensibile alla luce del fatto che le analoghe strutture presenti sul restante territorio nazionale non sono state interessate da provvedimenti similari”.






