di Angela Panzera – Dodici anni di carcere. Questo è quanto ha invocato il sostituto procuratore di Reggio Calabria, Angelo Gaglioti, nei confronti del vigile urbano Pietro Desiderio Grasso imputato dinnanzi al gup distrettuale con accuse pesantissime: truffe, falso, millantato credito e peculato. L’uomo, stando all’inchiesta della Procura reggina, avrebbe truffato decine e decine di persone. Avrebbe promesso infatti, posti di lavoro in cambio di soldi. Le sue vittime erano convinte che fosse il cugino di Pietro Grasso, Presidente del Senato e ex capo della Direzione nazionale antimafia; l’imputato diceva in giro di essere il cugino, ma non era vero nulla.Secondo le accuse, con le sue vittime, l’agente di polizia municipale di Reggio Calabria Pietro Grasso ha millantato di avere importanti conoscenze politiche, rapporti con magistrati e contatti con uomini dei servizi segreti. Si sarebbe presentato, oltre che come cugino del presidente del Senato, anche come persona in grado di garantire un impiego, millantando di offrire assunzioni nel corpo dei vigili urbani, al Comune di Reggio Calabria e in altri uffici. Grasso, secondo le indagini compiute dalla Guardia Finanza, avvicinava le vittime prospettando loro la possibilità di un’assunzione ma occorreva pagare. Le cifre richieste variavano da 10.000,00 euro sino ad arrivare anche a 30.000,00 euro, denaro necessario, a dire del Grasso, per ottenere i favori prospettati. I Finanzieri hanno inoltre constatato che, per svolgere le proprie attività illecite, Pietro Grasso non avrebbe esitato ad utilizzare anche le autovetture di servizio di proprietà del Corpo di Polizia Municipale. Inoltre sarebbe stato rilevato un caso di rivelazione di segreto d’ufficio, allorquando il Grasso ha informato un suo amico circa l’esistenza di un esposto anonimo pervenuto presso il Comando di Polizia Municipale di Reggio Calabria in relazione a presunti lavori edilizi abusivi in corso. Le indagini sono state avviate nell’ottobre del 2013 in seguito alle denunce presentate da due presunte vittime dell’uomo. La sentenza del gup reggino è attesa entro la fine del mese di marzo.






