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    Reggio – Posta la prima pietra per la costruzione della città metropolitana

    di Domenico Grillone – “Tanto entusiasmo da un lato, ma tanta paura dall’altro”, dice il sindaco Giuseppe Falcomatà al termine dell’assemblea svoltasi stamane nella sala Consiliare di Palazzo San Giorgio, alla presenza di 52 sindaci della costituenda Città metropolitana, intervenuti per collaborare a gettare le basi sulla sua costruzione. Ma il primo cittadino, rispetto a qualche perplessità, ed in un caso al totale disappunto, avanzate da alcuni suoi colleghi, getta acqua sul fuoco, anche perché la stragrande maggioranza dei sindaci della provincia hanno affermato, sia pure con qualche distinguo, di adoperarsi concretamente per raggiungere l’obiettivo. Una paura, comprensibile per Falcomatà, non tanto per il futuro, “ma per il passato, “vista la storia anche recente dei nostri territori. Ed allora l’invito che deve partire da qui oggi è quello di liberarsi dalle paure e dalla storia negativa che ha condizionato le vicende dei nostri territori”. Adesso per Falcomatà è su due livelli che deve essere portato avanti il confronto, il dibattito sulla costruzione della città metropolitana: il primo riguarda la politica, il confronto con la Provincia e capire cosa lascia in termini di funzioni; l’altro, il più importante secondo Falcomatà, è quello di fare attecchire il nuovo ente nei territori. “Bisogna farlo informando i nostri cittadini, e questo lo possiamo fare solo noi, in quanto rappresentanti e punti di riferimento soprattutto per i centri più piccoli. Ed allora incontriamoci nei territori, contaminandoci dalle esperienza professionali di tutte quelle persone che saranno le vere protagoniste della città metropolitana”. E ricordando la particolare giornata, la festa di San Valentino, il primo cittadino sottolinea il fatto che occorre mettere tanto cuore in questa sfida, non farlo solo come rappresentanti istituzionali ma da chi ha cuore il territorio che rappresenta, da chi vuole bene e probabilmente vuole continuare ad innamorarsi della terra che ha l’onore di rappresentare”. E se la città metropolitana è ancora un cantiere, per Falcomatà la prima assemblea con i sindaci della provincia reggina rappresenta “la prima pietra per costruirla”. Prima ancora dell’intervento finale di Falcomatà, sono intervenuti diversi sindaci del comprensorio ionico e tirrenico: dal sindaco di Gerace, Giuseppe Varacalli, che ha sostenuto la necessità di creare dei gruppi di lavoro per lavorare allo statuto ed al piano strategico, a Roberto Vizzari, sindaco di San Roberto, per il quale la città metropolitana è innanzitutto un fatto culturale attraverso il quale bisogna credere “con la mente e con il cuore. Nessuna opera di annessione, al contrario, tutta la città metropolitana deve essere protagonista”. Per Antonio Longo, sindaco di Mammola, bisogns che tutti siano animati da uno spirito di collaborazione e condivisione, mentre per Giuseppe Strangio, sindaco di sant’Agata del Bianco, ancora mancano certezze giuridiche negli atti adottati ma bisogna essere uniti per raggiungere l’obiettivo, e soprattutto guardare all’intera area metropolitana, anche quelle parti considerate marginali”. Altri interventi sono giunti da Rosario Rocca, sindaco di Benestare, Giuseppe Certomà, primo cittadino di Roccella Ionica, quest’ultimo preoccupato per il fatto che la novità non è stata ancora percepita in tutta la sua interezza dalla cittadinanza; ed ancora, Salvatore Cosentino, sindaco di Cittanova (capire il sistema economico e fiscale della città metropolitana per avviare il percorso), Marco Cascarano sindaco di Cinquefrondi, Carmela Madaffari sindaco di Santa Cristina d’Aspromonte, Domenico vestito sindaco di Marina di Gioiosa Ionica che invece dice chiaramente di non avere una visione ottimistica della città metropolitana, “una creatura venuta fuori dal laboratorio, e non abbiamo neanche l’idea delle sue competenze”. Positivo, invece, il giudizio del sindaco di Villa San Giovanni Rocco La valle, “cambiare è un dovere, dovere di immaginare qualcosa di nuovo”, come pure quello di Salvatore Piccolo, sindaco di Seminara,  per il quale “è opportuno valorizzare questa opportunità”. Altri interventi sono giunti da Giovanni Calabrese, sindaco di Locri, Paolo Laganà, sindaco di Motta San Giovanni, e tanti altri primi cittadini che hanno inteso portare un fattivo contributo al primo appuntamento, sia pure interlocutorio, per la costruzione della città metropolitana. Prossimi obiettivi, così come ha sottolineato Filippo Bova, presidente della Commissione Decentramento, la proposta di suddivisione territoriale assieme a quella elettorale per garantire tutte le zone. “Qualsiasi sindaco di una qualunque area deve avere le stesse possibilità di essere eletto sindaco della città metropolitana rispetto al sindaco di Reggio Calabria – sottolinea il presidente – e se noi immaginiamo un territorio suddiviso in collegi o in circondari ognuno dei quali deve avere un rappresentante, allora noi avremo centrato l’obiettivo e avremmo fugato tutti i dubbi”. E la chiave di volta di tutta l’operazione per Bova sarà anche “il rispetto delle realtà locali, delle peculiarità, delle vocazioni consentirà un utilizzo e sfruttamento delle risorse in maniera razionale e produttiva”.

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