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Reggio – Per l’ex Hotel Miramare una storia lunga e un futuro tutto da scrivere

23 Febbraio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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Reggio – Per l’ex Hotel Miramare una storia lunga e un futuro tutto da scrivere

E’ una ricostruzione storica di grande interesse quella fatta dalla Professoressa Marisa Cagliostro, relativamente alle vicende della storia quasi centenaria dell’Hotel Miramare,  uno degli edifici più prestigiosi tra quelli che fanno capolino su Corso Vittorio Emanuele, la parte alta del Lungomare di Reggio Calabria.

In particolare emerge come la sua edificazione avvenne per opera del “Ricovero comunale mendicità”, istituito nel 1871 per ospitare i più poveri.

 

Faceva parte dell’ampio patrimonio edilizio e fondiario delle I.P.A.B. (Istituti per l’Assistenza e Beneficenza), formatosi per donazioni e lasciti testamentari di famiglie reggine nell’ultimo quarto dell’Ottocento.

 

Diverse le strutture volute dall’’Ente Benefico:  dall’Ospizio Vitrioli – Nava fondato nel 1880 “per gli storpi e gli invalidi al lavoro”, dall’ Asilo di mendicità Laboccetta, nel 1891, che ospitava persone già abbienti e “nobili” caduti in povertà.

 

Nel 1922 l’Ente assistenziale, su un terreno pervenuto nel 1904 da un testamento privato, decise di realizzare sul nuovo Lungomare un grande alberto che potesse attrarre turisti e portare, attraverso il profitto percepito, un guadagno da reinvestire nei bisogni di pubblica assistenza.

 

“Il ricovero di mendicità” affidò all’ingegner Ugo Ficccadori la progettazione dell’opera, dopo che un primo progetto non andò a buon fine per per carenze di tipo tecnico strutturale.   Ficcadori si assunse l’onere senza pretendere nulla in cambio.

 

La struttura costò quasi tre milioni di lire (2.852.000).  I lavori iniziarono nel 1925 e furono completati ad agosto nel 1928.

 

Nel 1927 venne sosttoscritto un contratto di locazione con la Sagam (Società Anonima Grande Albergo Miramare) di cui faceva parte lo stesso progettista.  La società assunse l’onere della costruzione, a fronte di un contratto di gestione della durata di ventinove anni e un canone di 55.000 lire da versare alla cassa dei Ricoveri.

“Nel contesto della nuova forma  – scrive la Professore Cagliostro – del giardinaggio del Lungomare con “un dolce declivio che basti a superare il dislivello” si inserisce la costruzione del Grande Albergo che, grazie a felici scelte stilistiche e architettoniche diventa struttura importante e originale, appieno inserita nel quadro naturale e paesaggistico. Le ampie vetrate del piano rialzato a livello del terrazzo prospiciente il mare si affacciano su un panorama incomparabile con lo sfondo dello Stretto di Messina e dell’Etna”.

 

La Seconda Guerra Mondiale lasciò in eredità dei danni alla struttura, per via delle incursioni aeree e per la requisizione da parte del Governo che lo utilizzò come quartier generale.

 

L’opera dell’ingegner Francesco Albanese servì a ripristinare l’edificio che, nel 1955, venne sopraelevato di un altro piano.

 

Nel 1985 una delibera del Consiglio della Calabria, in attuazione della procedura amministrativa per l’estinzione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza prevista dalla legge regionale 16/01/1985, divenne patrimonio del Comune di Reggio assieme ad altri immobili e terreni.

 

Dal 1985 la società GAM (Grande Albergo Miramare), su progetto dell’ing. Domenico Frisina e dell’arch. Giuseppe Romeo Filocamo, fece della struttura un fulcro della vita cittadina ospitando personalità di spicco, tra cui alcuni docenti fuori sede della Facoltà reggina di Architettura.

Le feste e ricevimento degli anni ’60,’70 e ’80 lasciarono spazio alla normale attività alberghiera e di ristorazione, “con la garanzia – scrive la Professoressa Cagliostro – con la garanzia di un tranquillo “bon ton”, fino alla graduale decadenza allorché altre strutture alberghiere più moderne e stellate ne hanno soppiantato la comodità senza però sostituirne il fascino e l’aria chic e un po’ demodé”.

 

Nel 2004 il Comune delibera che il contratto di locazione con la Gam sia disdetto.  Successivamente viene indetta un’asta pubblica  per l’affidamento in locazione della struttura alberghiera secondo criteri di trasparenza, professionalità ma non ci fu alcun seguito.

 

Il Miramare è rientrato, però,  nel 2007 nella disponibilità del Comune di Reggio Calabria, dopo una vertenza giudiziaria con la Società che ne aveva la gestione

 

 

 

“La sua definitiva chiusura  – afferma la Professoressa Cagliostro – ha certamente creato un vuoto mai colmato nel panorama tuttora carente dell’ospitalità cittadina che i numerosi bed  & breakfast non colmano, semmai evidenziano. Quale sorte augurare a questo gioiello di famiglia della città? Una nuova gestione magari di una catena importante che se ne carichi l’adeguamento a standard medio alti e lo riporti ad offrire dalle sue finestre un panorama unico, lo Stretto e l’Etna e tale da far desiderare di tornare? O una scelta di farne un centro culturale residenziale per la convegnistica e per ospiti ed eventi artistici e letterari che facciano rientrare la città nei circuiti turistico culturali nazionali e internazionali di cui è stata pure partecipe? Sono scelte difficili, da maturare in base alle origini e alle motivazioni della costruzione, al fatto che è ormai un bene vincolato non tanto per la sua architettura e la sua destinazione d’uso, quanto per i decenni di vita che si sono svolti nel suo caffè, il suo terrazzo, le stanze frequentare da artisti, scrittori, giornalisti, studiosi che hanno lasciato certamente un po’ del loro cuore sentendosi come a casa e prenotando alla partenza il prossimo soggiorno”.

 

 

Finito prima all’asta, è stato ritirato dalla vendita dalla nuova amministrazione comunale che intende tutelarlo come patrimonio pubblico.

 

“La nuova amministrazione – conclude la Professoressa Cagliostro – civica ha in programma di valorizzare questo bene prezioso per la città e certamente ne individuerà e proporrà alla città un utilizzo pubblico compatibile e che non ignori anche  le finalità per cui era nato, di supporto economico per i più sfortunati che nella società odierna non mancano certamente”.Hotel Miramare Foto F.Barbieri
Hotel Miramare Foto F.Barbieri

 

Tags: hotelLungomaremiramarereggioREGGIO CALABRIA
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