di Domenico Grillone – Una “piazzata d’amore” per avere per tutti gli amori gli stessi diritti. E proprio nella giornata di San Valentino anche Arcigay reggina scende in piazza, così come è successo in altre 34 città d’Italia, per aderire al flashmob organizzato da un movimento di persone omosessuali, eterosessuali e bisessuali, protagonista in tutta Italia di una speciale festa degli innamorati, a cui hanno aderito sia associazioni della galassia LGBT, sia gruppi dediti più in generale alla lotta per i diritti e per la laicità. Evento, quello reggino di piazza Italia, svoltosi all’interno della manifestazione “One Billion Rising”, organizzata da Collettiva Autonomia, UDI Reggio Calabria e CaV Gallico. “Siamo orgogliosi di poter festeggiare il nostro affetto ed il nostro amore, identico in dignità, espressioni e profondità, rispetto a tutte le altre forme d’affetto”.
Sintesi perfetta del presidente di Arcigay Lucio Dattola, per commentare una atmosfera, quella di piazza Italia, gioiosa e soprattutto propositiva. E con un intento ben preciso. “Il primo effetto – dice ancora Lucio Dattola – è far riflettere chi non si è mai posto il problema. Far riflettere sulla possibilità che esistano delle differenze, ma che hanno lo stesso, identico valore e dignità. E pretendono lo stesso rispetto”. Quel rispetto che è mancato nei confronti della giovane reggina Fabiana Scordo, transessuale, pestata nei giorni scorsi da un ragazzo al centro della città proprio a causa della sua “diversità”.

L’episodio è stato denunciato alla polizia da Fabiana che, ormai da anni, si è operata per diventare donna a tutti gli effetti. Invitata all’evento. “Sono qui in quanto donna – dice la stessa Fabiana che ha accolto l’invito di Lucio Dattola a partecipare alla manifestazione – ma anche per quello che mi è successo. Mi è sembrato naturale partecipare. Perchè l’amore va rispettato sotto ogni forma. E adesso comincio a comprendere meglio le sofferenze di tutte le donne umiliate, violentate ed offese”. E sulla storiaccia dell’aggressione, ciò che più le fa male è la totale indifferenza delle persone che in quel momento le stavano accanto. “Non si è mosso nessuno, la cosa peggiore è stata proprio questa sorta di cattiveria. Mi sono sentita come la peggio feccia esistente in questa terra. Anche se io lavoro, conduco una vita normale e cerco di aiutare le persone, quando posso. Io non sono alla ricerca di guai e soprattutto rispetto tutti. Un rispetto che, purtroppo, non sempre è reciproco. Ho fatto una scelta, la mia famiglia mi sta accanto e chiedo solo rispetto, nient’altro”.
Danza, musica, spettacolo, con l’apertura del concerto di Turi e Iaia in memoria di Mimmo Martino, ma anche tante riflessioni sul tema. “Ben venga il Pride o altre iniziative per sensibilizzare anche su questo tipo di problematiche – aggiunge Luciana Bova di Collettiva Autonomia – perché dobbiamo prendere coscienza che in questa città c’è tanta violenza, contro le donne, omosessuali. Ecco, prendendo coscienza e partendo dalla realtà della nostra città possiamo fare qualcosa per modificare e per cambiare”.












