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Reggio – Cdx inaugura simbolicamente il Castello. “Pure questa opera nostra”

21 Febbraio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Cdx inaugurazione Castello

di Grazia Candido – Il centro destra rivendica la “paternità” della ristrutturazione del Castello Aragonese perché “dopo il completamento di Via Aspromonte, la consegna dei lavori di Piazza Duomo, la prosecuzione del Corso Garibaldi, l’attivazione dei primi fondi per la depurazione fognaria, oggi la città deve sapere che i lavori della fortezza reggina sono quasi terminati”. A dirlo con fermezza sono il coordinatore del Cdx in consiglio comunale Lucio Dattola insieme ai militanti e ai rappresentanti dei movimenti politici “Destra per Reggio”, “Alleanza Calabrese”, “Reggio Futura” e “Reggini Indignati”, riunitisi questa mattina per inaugurare simbolicamente “un’opera il cui progetto di ristrutturazione – affermano all’unisono Franco Germanò e Pasquale Morisani – è stato sostenuto economicamente dai Governi municipali di centro destra e non dall’attuale Amministrazione”.
Gli ex assessori ai Lavori Pubblici, Germanò e Morisani, e l’ex assessore all’Urbanistica Luigi Tuccio, parlano di “una conquista progettuale che segna una traccia di lotta politica, leale ma determinata, che vuole riconoscere la valenza attuale del lavoro di tanti anni dedicati alla programmazione di centinaia di opere che l’amministrazione in carica può portare avanti rendendo merito a quanto già fatto e tralasciando inutili strumentalizzazioni”.
“Il Castello vuole e deve rappresentare l’avamposto di civiltà della comunità reggina che deve trovare energia costruttiva e forza per segnare il passo dedicato a quelle conquiste, prima fra tutte la Città Metropolitana, che una Destra lungimirante e progressista ha saputo concretizzare – aggiunge Morisani – Quella di oggi, è una provocazione politica perché non servono più spot che hanno ancora un sapore elettorale ma occorre riempire di contenuti un percorso che deve puntare al rilancio della città. Basta con le menzogne. Noi continueremo a monitorare lo stato dell’arte delle varie opere e, in maniera leale, vigileremo l’attività dell’attuale amministrazione”.
Appeso sulla recinzione posta all’esterno del Castello, c’è uno striscione con su scritto “Dal castello, la difesa della città” una frase che ha una doppia valenza per Germanò: “Il castello è una fortificazione che serve a difendere dall’alto un territorio ma anche difendere la città dall’assalto di una classe politica che sta dimostrando la propria incapacità e non sta mettendo a disposizione dei cittadini tutte quelle opere che sono state completate o in fase di completamento come il Castello Aragonese. Non capiamo la logica amministrativa né i motivi di tanti ritardi. Forse, si vuole far passare qualche mese per attribuire dei meriti che non sono propri. Speriamo che chi governa oggi la città, prenda atto di quelle realtà vissute in questi anni”.
striscione cdx castello
E in rappresentanza del Centro destra in Comune vi è il consigliere Lucio Dattola che ribadisce l’importanza del “momento in cui si deve ragionare su cosa dovrà essere immediatamente fatto e su quello che la Città metropolitana dovrà favorire. Capisco l’amarezza degli amici del Centro destra che rivendicano l’assenza di garbo istituzionale: quando si inauguravano nuove opere nelle precedenti legislature si faceva memoria di chi le cose le aveva avviate. Mi auguro – postilla Dattola – che la nuova e giovane Amministrazione che non conosce bene i meccanismi del garbo istituzionale se ne appropri dando i giusti meriti ai predecessori”.
E sul ritardo riguardo l’apertura del Castello, il consigliere Dattola aggiunge: “Il sindaco forse non restituisce quest’opera alla città perché deve inaugurare troppe opere fatte dalla destra e quindi, è distratto o preferisce cadenzarle per seguire la dominante cultura dell’immagine. Oggi, si studiano a tavolino i modi e i tempi per essere sui giornali e sulle televisioni. Ma questa volta, gli amici del centro destra sono stati bravi e lo hanno anticipato”.
Ma se c’è un’inaugurazione non può mancare il fatidico taglio del nastro ed è qui che l’avvocato Oreste Romeo scaglia la sua freccia: “Finalmente Reggio ha davvero cambiato verso: dopo 2 anni di Commissariamento e la damnatio memoriae cara alla sinistra, la verità in termini di opere concrete e di un’azione amministrativa lucida ed intelligente del Centro destra si sta facendo spazio in un panorama cittadino che sembra avere pesanti ipoteche ideologiche anche sul versante di un’informazione per nulla equidistante, anzi pregiudizialmente schierata”.
Dattola-Germanò-Morisani

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