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    Globo Festival, la Capo D’Istria strega gli studenti al Cilea. Stasera prima regionale

    di Emanuela Martino – L’orrore della guerra e del nazismo che incombe su una vita agiata può indurre a compiere delle scelte mai immaginate. È la storia di una donna, un’ebrea austriaca, che all’improvviso si trova in miseria e a vivere di rimedi nell’Europa di metà novecento. Stamattina al Cilea la prima delle matinée organizzate nell’ambito del Globo Teatro Festival, per le scuole di ogni ordine e grado, con l’interpretazione magistrale di Nathalie Capo D’Istria per “Omorfaschimi” tratto dal romanzo di Nikos Kactitsis.
    Un ruolo interpretato con intensità dall’attrice originaria di Corfù in greco moderno, con sovra titoli in italiano. Grande presenza scenica e fisicità, per l’artista, che ha saputo mescolare il dramma della protagonista, costretta a vendersi, con l’ironia di chi sa che non si sono altri espedienti per sopravvivere.
    Dalla ricchezza alla miseria, dalle gioie quotidiane agli stenti. Il tutto su un palco reso appositamente spoglio, nella scenografia, per far sì che il pubblico potesse interamente concentrarsi sulla scena e sul monologo della donna.
    Al termine della rappresentazione, la Capo D’Istria si è anche soffermata con gli studenti per discutere del ruolo interpretato e per alcune riflessioni sul dramma di Kactitsis.
    Un momento che non ha colto impreparati allievi e professori i quali hanno partecipato con interesse all’analisi dell’opera proposta dall’attrice e le riflessioni maturate su una storia vera che, nella realtà, si è conclusa con il suicidio della protagonista.
    Ma non è finita qui, perché le attività del Globo per gli studenti continueranno mercoledì 18 febbraio con Hansel e Gretel dei Fratelli Merendoni per gli studenti delle elementari e delle medie.
    Quanto, invece, alla rassegna serale del Globo, si parte questa sera alle 21 con “La pazzia di Orlando”, una prima regionale a cura dei Figli D’Arte Cuticchio.
    Il leggendario mondo dell’Opera dei Pupi, riconosciuta dall’Unesco “patrimonio orale e immateriale” dell’umanità.
    In un unico spettacolo, l’antica arte dei pupari e la tecnica del cunto, accompagnate da un ensemble d’archi e fiati, per una storia che ha origini antiche nella storia della letteratura europea.