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    Elezioni a Lamezia: tanti nomi, primarie in ritardo. Si candida Doris Lo Moro?

    Una gran bella nebulosa aleggia intorno alle prossime elezioni amministrative della città di Lamezia Terme. Primo punto ancora non chiaro, ma che rende bene l’idea di cosa stia succedendo nel “regno” dell’ormai quasi ex sindaco di Sel, Gianni Speranza, le primarie di centrosinistra. La data, ormai certa, per scoprire quale sarà il candidato della coalizione di sinistra, è il 22 marzo prossimo. Quanto al perché Lamezia si sia mossa un mese in ritardo rispetto a Vibo Valentia e Castrovillari (Leggi qui i candidati a sindaco), non è dato sapere. Si può ipotizzare, però, che non sia tutto rose e fiori all’interno dei vari movimenti che gravitano intorno al Csx e all’interno del Pd stesso.

    Fino a pochi giorni fa, infatti, il centrosinistra rischiava e il rischio c’è ancora, di andare alle primarie senza nemmeno un nome che provenisse dal Partito democratico. E invece i democrat hanno la necessità di presentare un candidato forte che cancelli dalla mente dei cittadini quella sorta di “antipatia” che negli ultimi 8 anni hanno sviluppato nei confronti del sindaco Speranza, complici un bilancio precario, il rischio scongiurato per il rotto della cuffia del fallimento dell’amministrazione e quelle certe “simpatie” con personaggi del centrodestra che ai lametini proprio non sono andati giù.

    Il pericolo è quello di disgregare l’elettorato e gli ingredienti perché questo avvenga a favore del Centrodestra, messo nelle stesse condizioni dei colleghi democratici, ci sono tutti. Sul piatto della bilancia pendono per il momento i nomi certi di Tommaso Sonni, Rosario Piccioni, Francesco Grandinetti, Nicolino Panedigrano e Andrea Falvo, tutti espressione di movimenti politici che orbitano solo intorno al Pd. La grossa incognita resta proprio sul nome del candidato del Pd vero e proprio. Il partito, difatti, non ha ancora sciolto le riserve anche se 3 nomi intorno a cui è iniziato il “balletto politico” ci sono: Pino Zaffina, Italo Reale e Claudio Cavaliere. Proprio quest’ultimo porterebbe l’imprimatur della senatrice Doris Lo Moro, ma sarebbero molte le resistenze e le problematiche, tutte partitiche nella scelta. Nelle ultime ore questa sorta di valzer dell’indecisione avrebbe addirittura portato la senatrice Lo Moro ad avallare una personale candidatura che certamente zittirebbe tutti, se non dovesse esserci convergenza politica su un nome.

    Nello scenario elettorale non ha ancora trovato un ruolo il M5S, che non ha avanzato candidature né pubblicamente né attraverso il canale che in genere predilige il “casting” online. A Lamezia esiste da tempo un meetup molto attivo che non ha escluso la possibilità di concorrere alle elezioni.

    La rosa dei candidati a sindaco del Centrodestra, invece, è già chiara. Scenderanno in campo Paolo Mascaro, Armando Chirumbolo, Nicola Mazzocca e Pasqualino Ruberto, che hanno già ufficializzato l’impegno elettorale. Qualche incognita c’è ancora sul leader di Casapound Mimmo Gianturco. Il rischio che si corre, non essendo previsto lo strumento delle primarie nel Cdx, che al momento, anche se sostenuto da alcuni candidati non è in programma, è quello del frazionamento di voti. A Lamezia, però, fino a poche settimane fa un’idea del futuro sindaco era già chiara a molti. Pasqualino Ruberto era il nome che la maggior parte dei lametini aveva in mente. Oggi, però, dopo l’inchiesta aperta dalla Procura su Calabria Etica e le assunzioni sospette di cui è accusato proprio Ruberto, rendono la strada a chi per le vie era già chiamato sindaco, un po’ più ripida.