Ancora un nulla di fatto per la vertenza De Masi al tavolo interministeriale convocato per oggi a Roma.
Alla riunione, iniziata nel pomeriggio e conclusasi solo in serata, hanno partecipato i legali del Gruppo De Masi, l’azienda della piana di Gioia Tauro che ha denunciato diversi istituti bancari per gli eccessivi tassi di interesse. A presiedere il tavolo, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti delle banche coinvolte nella vicenda, il Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, il viceministro allo sviluppo economico Claudio De Vincenti, ed altri rappresentanti della Regione Calabria e tecnici ministeriali.
Dopo una lunga discussione le parti hanno deciso di aggiornarsi ad un nuovo incontro, previsto tra due settimane.
L’imprenditore Pino De Masi, nelle scorse settimane, aveva ribadito che il suo gruppo potrebbe espandersi e assumere nuovo personale ma che a causa della mancata assistenza al credito da parte delle banche e della crisi di liquidità è costretto a “chiudere l’azienda anche se farò di tutto per continuare ad operare a Gioia Tauro”.
In ballo c’è il futuro di 43 dipendenti della De Masi Costruzioni, protagonisti, lo scorso mese di dicembre, di un lungo sciopero della fame. ”Le mie aziende sono vittime delle banche, una delle maggiori organizzazioni criminali presenti in Italia – aveva dichiarato a Strill.it l’imprenditore Nino De Masi durante la manifestazione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil lo scorso 12 dicembre (Qui la video intervista completa) – mi hanno rubato 6 milioni di euro e nonostante la sentenza della Cassazione non riesco ad ottenere il risarcimento che mi è dovuto. Questo perché hanno un potere intoccabile. Poi però si prostituiscono con i mafiosi concedendogli quello che vogliono. Sono stanco, arrabbiato e depresso”.
(StePer)





