La riunione del direttivo Associazione Nazionale dei Comuni Italiani segna la prima del Sindaco Falcomatà nel parlamentino degli amministratori italiani. L’assemblea, convocata con l’obiettivo di riprendere il negoziato con il Governo nella vertenza su alcune questioni irrisolte contenute nella legge di stabilità, ha rappresentato l’occasione per il Primo Cittadino di Reggio di mettere sul tavolo, quantomeno in via informale, le problematiche particolari che Reggio sta vivendo, anche in considerazione dello status speciale di Città Metropolitana.
Questioni, anzitutto finanziarie, ma anche organizzative, che Falcomatà ha voluto affrontare anche direttamente con il Governo. In qualche caso condivise dalla stragrande maggioranza dei Comuni italiani, alle prese con i pesanti tagli messi in campo dal Governo e che investono praticamente la totalità degli enti locali. Ma sotto certi aspetti inedite e particolari, soprattutto per la particolare vicenda che ha voluto Reggio sciolta per contiguità mafiosa e ad un passo dal dissesto finanziario. Una situazione che il Sindaco ha tentato di condividere con i colleghi amministratori intervenuti all’assemblea da ogni parte d’Italia. In questo caso l’obiettivo è quello di fare squadra, fare in modo che le istanze particolari di Reggio siano in qualche modo condivise da altri Comuni e dall’Anci nella sua totalità.
Tra i temi trattati durante la riunione certamente la riforma della fiscalità, in particolare su Imu e Tasi, che includerà la cosiddetta local tax. ”Il Governo – ha dichiarato sul tema il Presidente della Anci Piero Fassino al termine della riunione – ha deciso di farla partire nel 2016, confermando per il 2015 il regime fiscale 2014 che” però “prevedeva un fondo di 635 milioni a garanzia per tutti i Comuni dello stesso introito del 2013. La legge di stabilità, però, non ha previsto il rinnovo del fondo: chiediamo un provvedimento nelle prossime settimana che, nelle modalità ritenute idonee dal governo, garantisca l’invarianza di gettito”.
Una problematica che si aggiunge al taglio complessivo di un miliardo per Province di secondo livello e Città Metropolitane. Un provvedimento, quest’ultimo che ovviamente investirà anche la città di Reggio Calabria e sul quale Fassino si è detto pronto a dare battaglia. ”Deve essere rimodulato – ha dichiarato il Presidente Anci – sia nelle modalità che nella distribuzione. Non può essere indifferenziato e non tener conto delle accresciute funzioni che andranno a svolgere le Città rispetto alle Province”.
Sempre sui temi fiscali i Sindaci attendono risposte sull’Imu sui terreni agricoli per i Comuni montani. Il provvedimento è stato per il momento congelato. Il Comune di Reggio, nella seduta del Consiglio dedicata alla variazione di bilancio sul previsionale 2014, era dovuto intervenire in virtù della nuova normativa contenuta nella legge di stabilità. Tra l’altro il Comune di Reggio non è più considerato comune montano da quando sono cambiati i parametri di valutazione, non più basati sulle caratteristiche morfologiche del territorio ma sull’ubicazione della Casa Comunale, che nel caso reggino si trova ovviamente a pochissimi metri sul livello del mare.
”E’ assurdo – ha commentato il Sindaco Falcomatà al termine della riunione romana – che si preveda un cambio del genere in corsa. Il Governo avrebbe dovuto prevederlo a inizio anno, oppure far coincidere l’applicazione a partire dal prossimo esercizio di bilancio”.
(StePer)






