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    Reggio – Usura all’imprenditore De Masi, assolti vertici di Unicredit

    Il Tribunale collegiale di Reggio Calabria, Mattia Fiorentini presidente Castirota e Armoleo a latere, ha assolto dal reato di usura  manager e vertici di alcuni tra i più importanti istituti di credito. Si tratta dei direttori generali della ex Banca di Roma Unicredit, Pietro Celestino Locati, Vincenzo Tagliaferro, Alessandro Maria Pozzi, Matteo Arpe e Roberto Marini. Erano accusati di usura ai danni dell’imprenditore della Piana di Gioia Tauro Nino De Masi. Il Tribunale ha assolto gli imputati dopo aver ascoltato gli interventi dei difensori Aldo Labate, Nicola Apa, Mauro Carelli, Sergio Spagnolo, Giovanna Corrias Lucente, Alicia Frish, Simone Ciotti e Fabrizio Brunetti. Nei confronti degli imputati il pm reggino, Teodoro Catananti, aveva comunque ravvisato profili di colpevolezza ma in sede di requisitoria aveva richiesto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. I fatti contestati si riferivano ai periodi 1999/2002. De Masi, rappresentato dall’ avvocato Antonio Mazzone,  si era opposto nelle precedenti udienze alla dichiarazione di prescrizione, anche alla luce del fatto che lo stesso imprenditore  avrebbe pagato le banche fino al 2011/2012, i cui conti sarebbero tutt’oggi aperti. Una sorta dunque di consumazione del reato “frazionata”.  Il Tribunale reggino ha però assolto nel merito gli imputati. Questo specifico dibattimento era  “figlio” del primo processo tenutosi a Palmi che ha visto la sentenza definitiva della Suprema Corte, in cui si confermava il reato di usura ma si registrava anche il  proscioglimento dei  presidenti dell’epoca ossia Geronzi-Abete-Marchiorello,  per un cosiddetto “errore scusabile e per la mancanza di dolo specifico”. Alla sbarra invece oggi vi erano  i direttori generali ed altri manager, che nel periodo contestato dalla Procura  hanno diretto o gestito il noto istituto di credito. Nonostante la sentenza assolutoria adesso si aprirà un giudizio civile che dovrà stabilire in quella sede la responsabilità , o meno delle banche. (an.pa.)