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Reggio – Processo “Devin”, in appello condannati i Crea per estorsione Inzitari

26 Gennaio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Pasquale Inziari e soci furono vittime di un tentativo estorsivo perpetrato dalla potente cosca Crea di Rizziconi. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Reggio Calabria, presieduta da Tommasina Cotroneo, che questo pomeriggio ha inflitto 8 anni a Teodoro Crea, difeso da Nico D’ascola, Francesco Albanese e Francesco Siclari, mentre sette anni sono stati disposti per Giuseppe Crea, assistito dall’avvocato Lorenzo Gatto, e Domenico Crea, difeso da D’ascola e Roberto Rampioni. I tre furono condannati anche in primo grado ma quando il processo  arrivo in Cassazione venne annullato con rinvio. Adesso quindi nuove condanne per i tre imputati. Stando all’impianto accusatori Inziatari- condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Saline- prima del suo arresto sarebbe stato un imprenditore di riferimento per le cosche, in particolare nella costruzione del centro commerciale “Porto degli Ulivi”, realizzato a Rizziconi dalla società “Devin” di cui Inzitari era il dominus. L’ex politico dell’Udc avrebbe stretto un accordo con la cosca Crea per l’acquisto dei terreni a cui faceva seguito il cambio di destinazione d’uso grazie ad una delibera ad hoc fatta approvare da Inzitari dal consiglio comunale di Rizziconi. La proprietà dei terreni è poi passata a Inzitari, attraverso la “Devin”, che dopo la costruzione ha ceduto il centro alla “Credit Suisse”. In seguito al deterioramento dei rapporti con la cosca Crea, Inzitari si sarebbe appoggiato ad un’altra cosca capace di opporsi alle eventuali azioni ritorsive. Ciò, per l’accusa, è testimoniato dall’ingresso nella “Devin”, sia pure in forma occulta, di Antonino Princi, cognato di Inzitari, e ritenuto esponente della cosca Mammoliti-Rugolo di cui curava gli interessi nel settore economico-finanziario. Princi è morto nel maggio 2008 in seguito alle ferite riportate in un attentato di stampo mafioso avvenuto il 26 aprile del 2008 quando è stata fatta esplodere una bomba sotto la sua auto. Nell’indagine “Marvin” la Dda ha rilevato come il gruppo Crea sia confederato con altre famiglie di ndrangheta come i Rugolo-Mammoliti, i Piromalli, gli Alvaro ed i Santaiti. Tra le estorsioni contestate vi è proprio quella a carica della “Devin”, composta dal gruppo De Marte-Vasta-Inzitari, la società che ha realizzato il grande centro commerciale “Porto degli Ulivi”. Alla luce di questa sentenza quindi il gruppo criminale avrebbe fatto pagare a prezzi maggiorati il terreno per mascherare la presunta tangente. (ang.pan.)

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