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Reggio – Presidente Macrì: ‘Giustizia sacrificata sull’altare del garantismo’

24 Gennaio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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inaugurazione anno giudiziario reggio calabria

di Stefano Perri – E’ la relazione del Presidente della Corte d’Appello Giovanni Battista Macrì ad aprire l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2015 a Reggio Calabria.
Il Presidente affronta le principali problematiche del comparto giustizia nel comprensorio di Reggio Calabria, accennando alle difficoltà strutturali con le quali si confrontano giornalmente i magistrati reggini. Difficoltà che secondo Macrì hanno un connotato ben preciso: ”la lentezza dei tempi di decisione dei giudizi, civili e penali”. Un problema che per il Presidente della Corte d’Appello ”mina la certezza delle situazioni giuridiche, ostacola lo sviluppo economico e gli investimenti di impresa, elide l‟effetto deterrente della pena, alimentando la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

La giustizia ”sacrificata sull’altare del garantismo”
Una analisi cruda che secondo il Presidente della Corte d’Appello dipende da ”un apparato processuale vetusto e pletorico, che sacrifica il valore della giustizia sull’altare di un esasperato garantismo”
E per far fronte alle problematiche evidenziate, secondo Macrì, occorrono ”più che contingentamenti forzosi dei tempi processuali, riforme straordinarie, che incidano sui riti e sullo smaltimento dell‟arretrato, una straordinaria dotazione di uomini e di mezzi, che invece si assottiglia sempre più di anno in anno. Basti pensare ai paurosi vuoti di organico, all’improvviso esodo di molti dirigenti dagli uffici giudiziari”.

I vuoti nell’organico
Il sistema giudiziario reggino ”al limite della paralisi della giurisdizione”. E’ questo l’allarme lanciato dal Presidente Macrì. Una problematica dovuta alle ”persistenti scoperture di organico dei vari uffici giudiziari e le consistenti carenze del personale amministrativo, che di anno in anno vengono ad aumentare stante la mancanza di concorsi ed i collocamenti a riposo per raggiunti limiti di età”.

inaugurazione anno giudiziario reggio calabriaIn particolare la relazione del Presidente mette in evidenza due posti di magistrato distrettuale alla Corte d’Appello. Ed ancora il Tribunale di Reggio ha una vacatio di due Presidenti e undici Giudici. A quello di Palmi mancano sei giudici, a quello di Locri cinque. Mentre solo il Tribunale per i Minorenni ed il Tribunale di Sorveglianza hanno l’organico al completo.
Complessivamente dunque la scopertura di 23 magistrati giudicanti su un organico di 142, pari a circa il 16,20%, un’enormità secondo Macrì, ancor più ”in un territorio diffusamente pervaso dalla illegalità e dalla presenza della più pericolosa associazione mafiosa esistente in Italia e tra le più pericolose al mondo”.

Giudici specialisti
Tra le ricette fornite da Macrì anche quella della specializzazione dei Magistrati. ”Occorre abbandonare l’idea tanto cara alla corporazione – spiega il Presidente – che il giudice possa occuparsi indifferentemente di ogni settore del diritto. Bisogna battere la strada delle specializzazioni creando dei Tribunali per settore come si è iniziato a fare con il Tribunale delle imprese, attraverso una riforma sostanziale anche di tipo ordinamentale incidendo sull‟attuale principio della rotazione dei giudici dopo un certo numero di anni di permanenza in un ufficio”.

La riforma della Giustizia
Un passaggio centrale della sua relazione il Presidente Macrì infine lo dedica alle proposte relative alla riforma del comparto giustizia. Un tema ampiamente dibattuto in ambito politico, che ha sollevato negli ultimi tempi, una riflessione complessiva sul sistema della giustizia italiana.
”La magistratura – spiega il Presidente – non intende, riversare sugli altri poteri dello Stato l’intera responsabilità della disfunzione giudiziaria, ma non può nemmeno farsi carico di colpe altrui, non può non riaffermare in questa sede che senza innovazioni legislative di vasta portata, senza una consistente provvista di risorse umane e materiali, la giustizia affonderà nella palude, scuotendo le fondamenta dello Stato di diritto”.
All’ordine del giorno la discussione sulla restrizione delle intercettazioni. ”Non la vogliamo – dichiara il Presidente – così come vediamo con favore una rimodulazione della disciplina della prescrizione, che scoraggi i tatticismi difensivi”.
Ed infine sull’argomento cardine dell’odierno dibattito sulla giustizia italiana. ”Si afferma spesso – conclude Macrì – che il giudice sia esente da responsabilità civile; lo si afferma inesattamente perchè il giudice è assente non da responsabilità civile ma da responsabilità civile diretta giacchè il responsabile diretto, lo Stato, agisce in rivalsa sul giudice”.

Tags: inaugurazione anno giudiziario reggio calabria
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