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    Il momento della benedizione, presenti l arcivescovo Morosini e gli assessori Marino e Marcianò
    Il momento della benedizione, presenti l arcivescovo Morosini e gli assessori Marino e Marcianò

    Reggio – Nasce la ‘Casa di Lena’. Accoglierà i senza tetto che vivono vicino stazione

    di Domenico Grillone – Ferrovie dello Stato, Caritas diocesana ed associazioni di volontariato: insieme per realizzare un progetto di solidarietà, utile ad affrontare e contrastare i fenomeni di disagio sociale presenti nelle stazioni ferroviarie italiane. E la “Casa di Lena”, benedetta ieri dal vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, nasce proprio con questo intento, e per un progetto simile a quelli già concretizzati all’interno di una dozzina di stazioni italiane. In questo caso, quello reggino, le Ferrovie hanno dato in comodato d’uso per sette anni un locale di 36 metri quadri all’interno della stazione Centrale alla Caritas che, assieme a diverse associazioni, ha pensato di realizzare un centro di accoglienza, (Help Center), per i senza tetto e per tutti coloro, poveri e gente in difficoltà, che ruotano attorno alla stazione. Per offrire ascolto, accoglienza, ma anche laboratori di formazione, un internet-point, attività di doposcuola per i bambini che presentano particolari disagi.

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    Bruna Mangiola, responsabile del settore promozione umana e Welfare della Caritas diocesana, accanto la foto della sua amica Lena, cui è stato intitolato l’Help Center

    Almeno queste sono le intenzioni di Bruna Mangiola, responsabile del settore promozione umana e Welfare della Caritas diocesana, animatrice instancabile di tutte quelle attività che girano attorno al mondo delle tante persone in difficoltà. “Certo, dipenderà tutto dalla disponibilità dei volontari, ma la nostra intenzione è quella di tenerlo aperto almeno tre giorni di mattina e due volte di pomeriggio”, spiega Mangiola dopo aver raccontato di Lena, la donna cui è stato intitolato l’Help center, “una nostra amica che viveva in una baracca al porto e che è morta proprio un anno fa a causa del freddo mentre rientrava a casa”. “E nel momento in cui ci sarà molto freddo – dice ancora Mangiola – offriremo un pasto caldo, come pure per tutti i migranti che dovranno partire”. Sono questi i volontari, quelli che si spendono per gli altri nell’anonimato, quelli che scendono in strada e riescono a distribuire oltre sessanta pasti al giorno a gente che ha perso perfino la voglia di mangiare. “Si tratta di un mondo sommerso – sottolinea don Nico Pangallo, direttore della Caritas – diverse sono le persone senza fissa dimora in città e mi chiedo dove dormono con questo freddo così pungente. Abbiamo pochissimi servizi da questo punto di vista. E questi 36 metri quadri serviranno almeno per ascoltare ed orientare le persone verso quei servizi pubblici e di volontariato presenti in città”. “E’ solo un piccolo segno – aggiunge il direttore della Caritas – ma speriamo, con la collaborazione delle stesse Ferrovie, di crescere, come in altre città dove gli Help center sono realtà significative ed offrono diversi servizi. Basti pensare a Messina, Catania o Roma dove c’è la mensa, un ambulatorio ed un dormitorio pubblico. L’anno scorso festeggiavamo l’anno nuovo con i poveri in piazza sotto le tende e con la pioggia, quest’anno invece siamo dentro la stazione. Ed è già un gran passo in avanti”. La Casa di Lena, ieri solo benedetta dall’arcivescovo, sarà inaugurata nei prossimi giorni proprio perché i dirigenti romani delle Ferrovie dello Stato hanno espresso il desiderio di essere presenti all’inaugurazione. Il valore dell’accoglienza, ma anche lo sforzo della Chiesa diocesana, e quindi della Caritas, nell’affrontare questo tipo di problemi sono stati poi gli aspetti sottolineati dall’arcivescovo Morosini nel corso del suo intervento. “Le povertà, e la disperazione, purtroppo aumentano. Chiedo, fin dove è possibile, che una famiglia adotti un’altra per aiutarla a superare le difficoltà della vita”. L’intervento dell’arcivescovo ha lasciato intravedere, tra l’altro, l’inizio di una sana collaborazione con la nuova amministrazione comunale. La presenza dell’assessore ai servizi Sociali, Giuseppe Marino, assieme alla collega Angela Marcianò, lascia presupporre, confermato poi nei fatti dallo stesso assessore, un’attenzione nuova verso quelle realtà territoriali che si occupano di povertà e bisogni estremi (LEGGI QUI L’APPROVAZIONE DELLA DELIBERA DEL COMUNE A SOSTEGNO DEI DISAGIATI). La piccola mano d’aiuto dell’amministrazione comunale all’Emporio della Solidarietà, un luogo in cui le famiglie più bisognose possono andare, seguendo un meccanismo con regole precise, a fare la spesa gratuitamente e messo su dalla parrocchia di Cannavò, è solo un piccolo segnale rispetto ai tanti propositi che si intendono realizzare. “Abbiamo avviato un dialogo verso tutte quelle realtà che si occupano di lotta contro le povertà, e quindi anche con la Caritas – dice l’assessore prima dell’inizio della festicciola dentro la stazione assieme ai poveri ed i volontari – l’idea, a parte il piccolo segnale d’aiuto dato all’Emporio, è quella di programmare gli interventi sul contrasto alle povertà prevedendo una posta in bilancio, già nel 2015. Per sostenere tutte quelle realtà come quella che stiamo inaugurando oggi”.

    don_Nico_Pangallo,_direttore_della_Caritas_reggina,_in_un_momento_della_cerimonia
    Don Nico Pangallo, direttore della Caritas reggina, in un momento della cerimonia
    un momento della festa all interno della stazione
    Un momento della festa all’interno della stazione
    altro_momento_della_festa_con_i_poveri_ed_i_volontari_della_caritas_ed_altre_associazioni
    Altro momento della festa con i poveri ed i volontari della caritas ed altre associazioni
    La targa che indica la Casa di Lena
    La targa che indica la Casa di Lena