Il numero complessivo dei reati contro la pubblica amministrazione registra un lieve incremento rispetto all’anno precedente: la corruzione aumenta del 40%, 40 i casi di peculato, contro i 25 dell’anno precedente. Lo ha detto il presidente facente funzioni della Corte di appello di Messina, Mario Zumbo, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Sempre rilevante – ha aggiunto – la sopravvenienza dei reati di abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Di particolare rilievo e risonanza mediatica, in ragione del coinvolgimento di personaggi di rilievo della politica e della imprenditoria locali: il procedimento denominato ‘Corsi d’oro 1’, che è già in avanzata fase dibattimentale davanti al tribunale, e il prosieguo dell’indagine, ‘Corsi d’oro 2’, per cui è previsto a breve l’inizio del dibattimento. Intensa e proficua l’attività di contrasto della Procura contro le associazioni di criminalità mafiosa nel distretto. Nella fascia tirrenica le organizzazioni intrattengono legami più intensi con Cosa nostra della Provincia di Palermo; nel territorio di Messina e nella fascia Jonica le associazioni mafiose intrattengono legami più forti con la ‘ndrangheta calabrese e con Cosa nostra della provincia di Catania. Nello specifico nella città di Messina si è di fatto realizzato un accordo trasversale sulla spartizione degli affari tra Cosa nostra (palermitana, tirrenica e catanese), ‘ndrangheta e gruppi criminali cittadini(Giostra, Mangialupi e altri)”. Infine, Zumbo ha sottolineato la grave insufficienza di organico nel tribunale di Messina. “Nel settore civile – ha proseguito – pur registrandosi una leggera riduzione della sopravvenienza (-7%), rispettoal periodo precedente di riferimento, la riduzione della pendenza finale è stata del 4%, nonostante il considerevole numero di sentenze depositate (la produttività media dei giudici del settore civile è tra le più elevate d’Italia e ciascun magistrato è titolare di ruoli non inferiori a 1.600 provvedimenti, con punte di 1.900): ciò a causa, sia dell’insufficienza della pianta organica sia della ormai cronica scopertura di organico, dovuta al continuo trasferimento dei giudici e alla lentezza delle procedure di ricambio. Ne consegue che i tempi di definizione dei processi superano ampiamente i parametri della legge Pinto (tre anni in primo grado).





