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    Manca 1 milione dagli Enti entro il 28 febbraio: Sogas a rischio chiusura

    di Stefano Perri – Il rischio adesso è davvero quello che venga ritirata la concessione a Sogas. Un rischio più che concreto con una scadenza precisa: il 28 febbraio. Una data, per la quale è prevista la nuova riunione del Cda Enac che affronterà con tutta probabilità la questione Tito Minniti, che potrebbe segnare la pietra tombale per lo scalo reggino. La causa è chiara, già espressa da Enac in una precedente comunicazione: manca la ricapitalizzazione delle quote societarie da parte di alcuni soci: Regione Calabria, Provincia di Messina, Comune di Reggio Calabria e Camera di Commercio.
    Enti che la Sogas, società che attualmente gestisce l’aeroporto, ha già messo in mora, fino ai decreti ingiuntivi che di fatto garantiscono la futura erogazione delle quote.

    Una mossa che però non ha convinto Enac. I decreti ingiuntivi non bastano. Ci vuole la moneta, sonante. E subito. Sogas sta operando senza il capitale minimo previsto per legge. E non può farlo.  Nel salvadanaio della Società di Gestione mancano le quote della Regione, che ammontano ad un totale 373 mila euro, quelle della Provincia di Messina, circa 429 mila euro, quelle del Comune di Reggio, circa 132 mila euro, ed anche quelle della Camera di Commercio di Reggio, appena 177,33 euro, praticamente nulla in confronto agli altri. L’unico Ente ad aver già saldato la sua parte, è la Provincia di Reggio Calabria.

    Complessivamente manca quindi quasi un milione di euro nelle casse della Sogas per convincere Enac che il bilancio è in pari e che la società di gestione può continuare ad operare nello scalo reggino. Se ciò non dovesse avvenire la gestione tornerebbe in capo ad Enac che a quel punto, come avvenuto per l’Aeroporto di Rimini, interromperebbe immediatamente tutte le attività in attesa di un nuovo bando, sempre ammesso che ci sia qualcuno, pubblico o privato che sia, disposto ad accollarsi la gestione di una struttura che registra una perdita, praticamente strutturale, di circa 150 mila euro al mese.

    ”Sono interrogativi che abbiamo sollevato da tempo e che sono sempre rimasti inascoltati – ha commentato, interrogato sulla questione, il Presidente della Sogas Carlo Alberto Porcino – quando abbiamo lanciato i primi allarmi ci hanno dato che facciamo gli allarmisti. Le questioni in campo sono assolutamente fondate. Ognuno deve fare la sua parte – dichiara ancora Porcino – si mettano da parte le polemiche, che non hanno alcun senso e servono a salvaguardare posizioni di privilegio che non hanno ragione di esistere”.

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