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    Catanzaro, Presidio Cisl di fronte la Prefettura: ”Rilanciare l’economia calabrese”

    ”La Fai Cisl della Calabria, con tutte le proprie strutture, partecipa all’importante iniziativa con orgoglio, convinzione, dedizione, facendo della mobilitazione un momento di alta e profonda riflessione su tutti quei settori, che sono nelle ormai conosciute e incresciose difficoltà, provocate da una crisi che non molla, ma hanno con tenacia contribuito a tenere in piedi l’economia della regione e del paese”. E’ quanto si legge in una nota della Fai Cisl Calabria

    ”Con questa iniziativa – prosegue la nota – intendiamo portare l’attenzione istituzionale e politica su settori produttivi e importanti, oggi trascurati, per tentare un necessario quanto utile rilancio”.

    Questi gli obiettivi della manifestazione:

    ”la forestazione, rendendola produttiva e sostenibile, assicurando una gestione chiara e trasparente, per realizzare progetti credibili e utili al territorio e alla collettività.
    E’ necessario un Piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio, attraverso la partecipazione attiva dei Ministeri e Assessorati competenti a livello Nazionale e Regionale.
    Riteniamo utile una cabina di regia capace di monitorare tale fenomeno..
    Vanno rinnovati i Contratti nazionali e regionali, scaduti
    ormai da tempo”.

    La Regione Calabria deve:

    a) Trovare per il settore (Forestali e Sorveglianti) nuove risorse, di derivazione Comunitaria, Nazionale, Regionale, necessarie per coprire fabbisogno per interventi Anno 2015;
    b)Trovare le risorse per saldare le mensilità 2014(Forestali 3, Sorveglianti idraulici 5 );
    c) Attivazione per i Sorveglianti Idraulici per la costituzione dei presidi idraulici, come previsto dalla Legge, e dando loro giusta e coerente collocazione giuridico contrattuale;
    d)Valorizzare le figure professionali dei lavoratori idraulico forestali e dei sorveglianti idraulici, necessari per creare un sistema capace di tutelare, monitorare e salvaguardare il territorio.
    e)rilanciare l’azienda Calabria Verde puntando su competenze e professionalità.

    L’industria Agroalimentare, mediante un nuovo piano nazionale di settore, capace di generare slancio e aumento di produttività.
    Si deve poter recuperare uno spazio regionale di dialogo e iniziative per favorire le aziende esistenti, affinché migliorino prodotto e processo di produzione, per conquistare altri mercati con un prodotto di qualità, aumentando così i livelli occupazionali esistenti;

    L’agricoltura va sostenuta e supportata, attraverso una lotta spietata contro la burocrazia, le ristrettezze dell’accesso al credito, il lavoro nero e quello sommerso. Occorre sostenere le piccole e medie imprese sui quali si basa il nostro territorio, valorizzando il lavoro e favorendo la commercializzazione dei nostri prodotti di alta qualità, attraverso la costituzione di una rete che potrebbe garantire la competitività sul mercato puntando sull’innovazione e sulla qualità.
    E’ opportuno e urgente l’approvazione in tempi brevi della proposta di Legge Quadro sulla Rete del Lavoro in Agricoltura, premiare le aziende che rispettano i contratti di lavoro nazionali e territoriali e sanzionare chi non lo fa, soprattutto in un territorio quale quello di Catanzaro Crotone e Vibo Valentia dove talvolta vengono messi in discussione diritti dei lavoratori.
    Siamo convinti che bisogna rilanciare l’Arsac, fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura e dei servizi connessi a tale settore, puntando sulla valorizzazione dei Centri sperimentali dimostrativi e dei lavorati dipendenti, riconoscendo i diritti contrattuali maturati da tempo.
    Occorre snellire una burocrazia farraginosa, rendere più flessibile l’accesso al credito, favorire la commercializzazione dei nostri prodotti agroalimentari di qualità attraverso la costituzione di reti e consorzi che consentano di stare insieme sul mercato a prezzi maggiormente competitivi.
    Riteniamo inoltre che debba essere tutelata la produzione di qualità del nostro territorio, attraverso l’obbligo di indicare chiaramente in etichetta lo stabilimento di produzione” modificando la normativa europea decorrente da Dicembre 2014 che non punta sulla trasparenza e sulla tracciabilità.

    I Consorzi di Bonifica, partecipazione attiva alla loro riorganizzazione, per restituire ai consorzi tutte le competenze istituzionali in materia di opere idrauliche, bonifica, sistemazioni idrauliche e consolidamenti.
    Dare nuovo impulso all’irrigazione con specifici interventi nel ” sistema acqua” in modo da aiutare la redditività dell’agricoltura, rendendola competitiva; puntare sull’idroelettrico, eolico, solare e rafforzare i servizi della manutenzione e della rete di colo.

    La Regione deve dare corso all’approvazione dei piani di classifica, fermi presso l’assessorato competente, permettendo così, ai consorzi vie nuove di autosostentamento in ragione dei servizi di livello offerti.
    E’ fondamentale arrivare allo sblocco di un opera di vitale importanza quale quella della Diga sul Melito che assicurerebbe sicuramente lavoro, sviluppo e occupazione per l’intero territorio”.

    Pesca, definizione di ammortizzatori sociali strutturati e un riconoscimento del lavoro usurante.
    Rifinanziamento del piano triennale e definizione del piano operativo nazionale per l’utilizzo dei fondi strutturali europei (Feamp).
    Maggiore attenzione per la pesca ad alta vocazione locale, praticata da sempre e che necessita di accorgimenti particolari per decontestualizzarla da direttive e provvedimenti sempre più stringenti e penalizzanti per le specificità, che devono poter continuare non nell’anarchia ma dentro ordinamenti e disciplinari di riguardo, specifici e compatibili con il sistema marino locale che va tutelato e protetto.

    Chiediamo il sostegno alla piccola e alla grande pesca, attraverso l’utilizzo proficuo dei fondi strutturali europei (FEAMP) finalizzati allo sviluppo del settore e dell’intera filiera, la concertazione e riprogrammazione con la regione per creare i presupposti per favorire nuova occupazione nel settore, compensando tutte le uscite avvenute negli ultimi anni. Serve inoltre un potenziamento delle infrastrutture portuali necessarie per lo sviluppo del settore e dell’intero indotto.
    Per risolvere i gravi problemi del settore è necessario ridurre gli stock ittici, lo sforzo di pesca, la concorrenza sleale tra pesca sportiva e pesca professionista, e intervenire sul “regolamento mediterraneo” del 2006 che dispone il divieto di pesca, per tipologie come il bianchetto e il rossetto” che fino a qualche anno fa,prima dei vincoli imposti dall’Unione Europea, rappresentavano una grande fetta di mercato locale e regionale.

    Con il sostegno di tutte le parti coinvolte, la pesca andrà inserita in un sistema di filiera che incentivi e sostenga attività e produzioni di qualità in grado di riscontrare il consenso e l’attenzione del mercato, attente e rispettose delle esigenze e della salute dei consumatori, innovative, rintracciabili, ma soprattutto di ricreare competitività e redditività d’impresa capace di sostenere ed incentivare una occupazione fatta di lavoro sicuro e di reddito certo e dignitoso capace di soddisfare le pur minime aspettative dei lavoratori e delle loro famiglie, riavvicinando al mestiere del pescatore quelle giovani generazioni essenziali per dare continuità e sviluppo all’intero settore della pesca. Occorre utilizzare al meglio uno strumento formidabile, quale quello dei Gac, che può sostenere, supportare e sviluppare la pesca e l’intera filiera all’interno del territorio, realizzando progetti concreti e misurando il raggiungimento degli obiettivi.

    Allevatori, necessita di un rilancio che presti attenzione al rifinanziamento, da parte del Ministero indispensabile per la continuità del settore e un impegno che vada verso la definizione di un sistema di ammortizzatori sociali.
    La Regione deve aiutare con provvedimenti oculati e specifici, un settore importante e strategico per la zootecnia e per il rilancio dell’economia locale che sta vivendo un forte momento di crisi che si ripercuote sui lavoratori dipendenti che vantano 18 mensilità arretrate.

    Questi sono i settori strategici da cui dovrà partire la Regione Calabria per creare sviluppo, lavoro e occupazione.