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    Mario Tassone Cdu

    Regione – Rinvio seduta Consiglio, Mario Tassone (Cdu): ‘E’ contrario alla legge’

    di Clara Varano – “E’ impensabile che ci sia il rinvio della prima seduta di Consiglio dopo le elezioni che è stabilita dalla legge. Non si può derogare alla norma e non si è mai vista una simile situazione. Magari non si sarebbe giunti alla nomina del presidnete, ma qualcosa si sarebbe fatto di sicuro”. A parlare è Mario Tassone leader del Cdu, Cristiani democratici uniti, che ha incontrato oggi a Catanzaro la stampa per i saluti di fine anno.

    “Mi spiace constatare – ha aggiunto Tassone – come ci siano ancora delle sacche che continuano a pensare che le istituzioni siano un fatto personale e familiaristico. Sono convinto, però, che questi siano gli ultimi sussulti di una classe politica, con la quale Oliverio non ha nulla a che vedere, che ha gestito e crede di continuare a gestire la Regione non in termini di apertura verso il cittadino e mancando di rispetto ai calabresi”.

    E proprio i calabresi si aspettavano fin da subito un segnale diverso da parte del governo regionale, non certo le parole del presidente del Consiglio uscente Francesco Talarico, che in una lettera inviata a “Il Quotidiano del Sud”, relativamente all’articolo di critica sul rinvio, scrive: “…Non perdiamoci in cose futili. Nella certezza che alcuni giorni di rinvio non potranno cambiare le sorti della Calabria e dei calabresi”.

    Certo è vero, nulla di sostanziale potrebbe cambiare, ma la differenza sta nel segnale che si intende dare ai Calabresi, già tanto disaffezionati alla politica.

    E nelle parole di MArio Tassone, c’è anche spazio per Matteo Renzi e l’esecutivo nel discorso di Tassone, che parla di una “rottamazione del dialogo, del confronto e delle idee” riferendosi alle ultime riforme del Governo. “La vicenda politica odierna non ci appassiona. Quello che è evidente è che si cerca l’ancoraggio a posizioni di potere, invece di pensare al bene degli italiani. La riforma del Lavoro rischia di creare ancor più disoccupazione, perché gli industriali possono usufruire degli incentivi e licenziare di lì a poco i lavoratori che non hanno maturato sufficienti ‘tutele crescenti’. Per questo motivo, per evitare che il nostro patrimonio ideologico venga meno, faccio un appello all’Udc perché ci si ritrovi ancora una volta uniti”.