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    Operazione ‘Ultima spiaggia’: concessioni facili al Lido ‘La Cubana’

    di Stefano Perri – Carmelo Borrello, Rocco Giovanni Maesano, Marco Antonio Sergi, Giuseppe Mercurio. Erano loro, secondo gli inquirenti, i referenti del clan Paviglianiti all’interno dei Comuni di San Lorenzo e Bagaladi. Ognuno utilizzava le sue funzioni all’interno della macchina burocratica comunale per favorire gli interessi della cosca. Carmelo Borrello ricopriva il ruolo di Istruttore Direttivo Tecnico del Comune di San Lorenzo, nonché responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Bagaladi, Rocco Giovanni Maesano era invece Dirigente dell’Area Economica Finanziaria dei Comuni di San Lorenzo e Bagaladi, Giovanni Mercurio era Istruttore del Demanio Marittimo dell’Ufficio Tecnico del Comune di San Lorenzo mentre Marco Antonio Sergi ricopriva il ruolo di responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di San Lorenzo. Tutti arrestati con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

    Secondo gli inquirenti gli uomini del clan preferivano affidarsi più alla burocrazia amministrativa che alla politica. I referenti inseriti all’interno dell’area tecnica ed amministrativa dei due Comuni del basso Jonio reggino garantivano infatti una maggiore continuità per gli interessi criminali della locale di ‘ndrangheta.

    In particolare, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i quattro collaboravano nella concessione, ”pur in mancanza delle prescritte autorizzazioni” delle licenze necessarie all’esercizio di tante attività commerciali riconducibili al clan.

    la cubana marina di san lorenzoIL LIDO ”LA CUBANA” E LE AUTORIZZAZIONI FACILI – Emblematico è il caso del lido balneare la Cubana, formalmente di proprietà di Luca Bruno Cannizzaro, ma in realtà nella disponibilità di Settimo Paviglianiti, secondo gli inquirenti una copertura necessaria anche per il riciclaggio degli ingenti capitali provenienti dal traffico di sostanze stupefacenti.

    Proprio sul rilascio delle concessioni per la realizzazione della struttura balneare si è concentrato il lavoro degli inquirenti. Nelle intercettazioni è chiara la disponibilità, da parte dei referenti all’interno della macchina amministrativa comunale, nei confronti delle richieste degli uomini della cosca.

    In una conversazione Cannizzaro, prestanome dei Paviglianiti per la gestione del Lido La Cubana è chiarissimo: ”Vuoi che lo chiamiamo al sindaco?…tanto là dentro gli scagnozzi ce li abbiamo… chiamiamo al sindaco, a chi vogliamo”.

    la cubana san lorenzo marinaLa fase preliminare del progetto e i primi provvedimenti concessori risalgono ai mesi di aprile e maggio 2010. Dopo le autorizzazioni iniziali, ottenute con la compiacenza dei tecnici comunali, il lido viene sequestrato nel dicembre 2010 a seguito di una operazione di controllo del Commissariato di Polizia di Condofuri. Ma lo sgombero ordinato non viene mai definitivamente eseguito, tanto che Cannizzaro riesce, sempre grazie alla compiacenza dei tecnici, ad evitare di rimuovere completamente le strutture. Ma i favori dell’amministrazione comunale di San Lorenzo non finiscono qui. Pochi mesi più tardi, ad ottobre 2011, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico autorizza infatti il mantenimento della struttura balneare anche durante il periodo invernale.

    Tedesco Basilio
    Basilio Tedesco

    LE OMISSIONI DELLA CAPITANERIA – A poche settimane dall’inizio dei lavori  cominciano le ispezioni della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria. E’ l’Ufficiale Basilio Tedesco, Capo di 1° classe del Corpo delle Capitanerie di Porto, Comandante dell’Ufficio Locale Marittimo di Villa San Giovanni, ad effettuare il sopralluogo sulla struttura balneare, all’epoca in corso di costruzione.

    Secondo gli inquirenti Tedesco, al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari, avrebbe omesso di rilevare puntualmente ”tutte le difformità di quanto realizzato rispetto a quanto assentito e tutte le conseguenti violazioni di legge, affidandosi alle valutazioni dei tecnici comunali Sergi Marco Antonio e Borrello Carmelo”.

    Difformità che consistevano nella costruzione di alcune strutture in cemento, di una tensostruttura all’interno del lido e nell’apposizione di massi nascosti sotto l’arenile.

    Un’omissione che, nella ricostruzione degli inquirenti, sarebbe costata a Cannizzaro, prestanome della cosca per la gestione del lido, una tangente di 1500 euro. E’ lui stesso ad affermarlo, anche se la circostanza non è provata, durante una conversazione intercettata dai carabinieri.

    ”ah…mi è costato millecinquecento euro…stamattina! me li ha anticipati un amico…è andato là…gli ha dato cinquecento a De Luca…cinquecento a Tedesco…e cinquecento glieli devo mandare ora…”.

    Nella conversazione Cannizzaro si riferisce al Capitano Vincenzo De Luca, Comandante della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria all’epoca dei fatti. Secondo quanto riferisce il referente del clan De Luca avrebbe ricevuto 500 euro in cambio delle omissioni durante l’ispezione al Lido La Cubana. Negli atti dell’indagine il Comandante risulta indagato a piede libero, la sua posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti.