Considerato uno dei promotori e degli organizzatori della cosca di ‘ndrangheta che operava a Perugia, Cataldo Cervaolo, nato a Cirò Marina (KR) il 31/12/1975, in particolare risulta essere dall’ordinanza del Gip di Perugia Alberto Avenoso, “conduttore degli appartamenti” che venivano “stabilmente utilizzati quali basi logistiche anche per i delitti di sfruttamento della prostituzione”. A lui sono riconducibili anche diversi atti estorsivi e furti. Cataldo avrebbe anche “organizzato e posto in essere, nell’interesse del sodalizio, in concorso con Campiso Cataldino, Maese Angelo, Facente Salvatore, Liotti Michele, Gennaro Cavallo, Cataldi Rocco Vincenzo e Campiso Mario, una serie indeterminata di delitti di truffa aggravata in danno di ditte operanti nel settore dell’edilizia”.
Sono chiare dalle intercettazioni i tentativi del Ceravolo di depistare gli investigatori facendo credere di essere privo di denaroo “fai passare questo mese, perché se adesso mi muovo, mi arrestano, mi sequestrano tutto. Adesso devo fare il morto di fame, devo camminare senza soldi addosso…devo fare a modo mio”, dice ad un altro sodale.
Ma anche minacce di morte a singoli soggetti che si rivolgevano a lui per chiedere soldi in prestito “Me li ha dati venerdì perché avevo da fare un pagamento… lo fatto uguale… e li rivoleva al 5% alla settimana… quindi vedi un attimo… a settimana… e gliel’ho dati guarda subito ieri, per carità aveva da fare un pagamento, l’ho fatto uguale…” la persona intercettata racconta uno episodio in cui Ceravolo le chiede un interesse del 5% settimanale su una somma di denaro prestata. L’interlocutore risponde apostrofando Ceravolo come usuraio. La vittima risponde: “Non è che lo fa tanto lui, sono più gli altri… hai capito…” A questo punto le viene suggerito di registrare tutte le conversazioni “Comunque guarda… registra… registra perchè quella è una cosa che noi abbiamo in mano, hai una carta in mano, devi registrare…”, risposta: “si… si, io l’ho registrato… mi ha detto che mi mette… che se gli succede qualcosa mi fa trovare sotto terra e nemmeno so come mi trovo sotto terra… mi ha detto…”.
Al Ceravolo viene contestato anche il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Insieme a due complici, infatti, Ceravolo utilizza il suo appartamento come luogo di appuntamenti tra vari clienti e due ragazze rumene fatte arrivare in Italia proprio allo scopo di prostituirsi. Il materiale probatorio raccolto per questo delitto e sia audio che video. Nello specifico una delle due ragazze un giorno dice: “Io sono obbligata anche a baciare il cliente…per vedere… mi prende anche per stupida… con il preservativo…io posso scopare anche, se non lo voglio più fare, non lo faccio più!..a me non mi deve obbligare nessuno..”. In un’altra circostanza è stesso Cataldo che parla e spiega qual è il nuovo appartamento in cui dovranno trasferirsi, facendo espressamente riferimento al sesso: “adesso ti faccio vedere quali sono le chiavi (le chiavi dell’appartamento, ndr), prendi i preservativi e portali su […] e tu (rivolgendosi all’altra ragazza, ndr) vai a scopare”.
(Cla.Va.)





