Sabato 15 novembre 2014 si è tenuta, preso il Sistema Bibliotecario Vibonese, una tavola rotonda organizzata da Rete Civica Vibonese, sul tema “Scuola di Polizia, prospettive nel territorio”.
All’incontro hanno partecipato le organizzazioni sindacali rappresentative della Polizia di Stato.
In tempi di “spending review” ci sembra che l’unica equazione veramente rappresentativa della situazione vigente sia la seguente: meno spese=meno presidi=meno sicurezza.
Il progetto di “razionalizzazione” della Polizia di Stato studiato dal Ministero dell’Interno interviene sulla dislocazione delle Questure sul territorio, sulla soppressione di diverse “specialità” sul territorio, nonché la soppressione di squadre nautiche, diversi nuclei artificieri.
A questo progetto si aggiunge la rimodulazione degli istituti di formazione della Polizia di Stato.
Così, rischia grosso la Scuola di Polizia di Vibo Valentia, che sin dal 2004 è stata ceduta dal Demanio ad un fondo di investimento nell’ambito delle procedure di cartolarizzazione.
A fronte di tale cessione, tuttavia, dovendo comunque fruire della prestigiosa ed attrezzata scuola vibonese, il Demanio ha sottoscritto un contratto di locazione con il fondo immobiliare proprietario della struttura, corrispondendo un congruo canone di locazione. Il rapporto contrattuale, a quanto si conosce, proseguirà necessariamente sino al 2023. Pertanto, sino quella data, il Demanio dovrà sopportare l’onere locativo della struttura.
Non solo, dunque, il Demanio un tempo proprietario è oggi “inquilino”; ma dovrà, anche in caso di chiusura della scuola, corrispondere un canone di locazione per il godimento dell’immobile, senza poter esercitare, a quanto consta, alcun diritto di recesso anticipato.
E qualora recedesse, sarebbe costretto a corrispondere comunque –quale “penale”-il canone di locazione.
Quindi, in caso di chiusura della Scuola, doppio, o forse triplo, danno: da proprietario ad inquilino, senza diritto di recesso, e con la “spada di Damocle” di un canone da pagare anche in caso di mancata fruizione.
Rete Civica Vibonese seguirà l’evolversi della vicenda, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali, e sin d’ora chiederà l’interessamento degli organi consiliari comunali e provinciali, della Regione Calabria, nonché la piena trasparenza delle operazioni e degli atti del rapporto tra Demanio e Fondo immobiliare di gestione.
Rete Civica Vibonese SIULP
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