di Stefano Perri – ”Qualunque sia l’operazione di Ansaldo Breda avrà la centralità in questo stabilimento di Reggio Calabria”. Parla così il Premier Matteo Renzi durante la sua visita lampo allo stabilimento delle ex Officine Omeca di Reggio. Un sopralluogo veloce, che è servito a Renzi a rendersi conto dell’enorme tesoro industriale che si nasconde all’interno dei cancelli della fabbrica reggina. Ed un’occasione, tema tutt’altro che secondario nelle intenzioni del Premier, per abbracciare in un sol colpo il neo eletto Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e il neo Governatore della Calabria Mario Oliverio, che hanno accompagnato il pomeriggio reggino di Renzi.
”E’ la prima volta che nei giri trimestrali che faccio in Calabria, che sono felicemente circondato da Falcomatà e Oliverio. Sono due amici, due persone straordinarie, che sanno perfettamente che questa è una città bella e difficile. Aiutiamo tutti insieme Giuseppe Falcomatà a portare la fascia di Sindaco che a Reggio Calabria è molto pesante. L’avete eletto ma ora non potete lasciarlo solo. Io ti garantisco – dice poi rivolgendosi direttamente al Sindaco – che noi non ti lasceremo solo. Insieme alla tua Giunta faremo in modo che Reggio Calabria torni ad essere una risorsa e non un problema per il paese”.
”La Calabria ha mille problemi – dice poi rivolgendosi ad Oliverio – ma ha tutte le condizioni per poter essere un punto di riferimento per il Paese”.
Applausi per il Premier dentro lo stabilimento, dove si affollano a centinaia gli operai che ogni giorno, nonostante le difficoltà, continuano a lavorare per portare avanti una delle principali eccellenze di tutta la Calabria industriale. Fuori dai cancelli invece, la mobilitazione della Cgil, che continua ad imputare al Premier una scarsa attenzione nei confronti dei problemi veri della Calabria.
Una contestazione, che però non ha minimamente sfiorato le intenzioni di Renzi. ”I vostri treni vanno Honolulu e Copenaghen, dove le metropolitane si reggono sulla professionalità delle donne e degli uomini che lavorano qui dentro. C’è bisogno di rimboccarsi le maniche – ha concluso prima di ripartire alla volta di Roma – costerà fatica ma lasciatemi dire che questa città, questa regione e questo paese li cambiamo davvero. Il meglio deve ancora venire”.





