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    Chiusra campagna elettorale Wanda Ferro

    Regionali, Ferro: ‘Oliverio ha accolto i transfughi, io li ho lasciati a casa’

    “Telefonate e fate telefonare a tutti i vostri parenti, amici e conoscenti per convincerli che è loro diritto, loro dovere e loro interesse andare a votare domenica”. Inizia così la telefonata di Silvio Berlusconi intervenuto a distanza alla chiusura della campagna elettorale della candidata di Forza Italia alla presidenza della Regione Calabria, Wanda Ferro. “Dite loro – prosegue Berlusconi – di telefonare a tutti mettendo in atto una specie di catena di sant’Antonio. Sono importantissimi gli interventi di queste ultime ore. Dobbiamo convincere tutti i nostri sostenitori a sostenerci ancora e sempre. Possiamo garantire loro che Forza Italia diventerà di nuovo il primo partito italiano. Con Berlusconi in campo più convinto che mai, più deciso che mai a combattere per la nostra democrazia e per la nostra libertà”.

    In un teatro comunale pieno, accanto a Wanda Ferro, oltre al coordinatore regionale di Forza Italia Jole Santelli, c’è Mara Carfagna, ex ministro per le Pari opportunità e attuale portavoce di Forza Italia alla Camera dei Deputati. “Wanda Ferro – ha esordito – è l’unica speranza di riscatto per questa regione. Vedo che Forza Italia c’è, ed è forte. La posta in gioco per domenica è la sfida tra un futuro che ancora si può costruire, anche se con grandi sacrifici e grandi difficoltà ma in nome della speranza, del benessere, della trasparenza e delle opportunità da offrire ai tanti giovani ed ai tanti talenti di questo territorio, e il ritorno ad un passato che conosciamo, che i calabresi conoscono molto bene e che non ci piace. Un passato fatto di trasformismo, di malcostume, di accordi messi al ribasso che hanno portato questa terra ad essere in fondo a tutte le classifiche nazionali ed internazionali”. Con Wanda Ferro, quindi, si può “scrivere una pagina nuova per questa terra meravigliosa – ha aggiunto l’ex ministro – e lo dico da donna del Sud. Wanda saprà dare voce a tutti i giovani che sono costretti a lasciare questa terra. E’ il momento di cambiare davvero, qui si respira voglia di riscatto. Perché incarna la politica intesa come passione e come servizio, non come strumento per migliorare gli interessi di pochi”. Infine, Carfagna, si dice sicura che Wanda ce la farà: “La sua campagna elettorale è stata all’insegna del coraggio, della passione, dell’entusiasmo e della discontinuità, mentre dall’altra parte sono prevalsi come al solito i trasformismi, gli accordicchi, i compromessi al ribasso, e questo domenica i calabresi lo capiranno”.

    “Girando per la Calabria, nel corso di un tour de force davvero entusiasmante – ha esordito Wanda Ferro – ho conosciuto una terra meravigliosa. Ho scelto di mettermi in gioco seguendo quella che è la più grande passione della mia vita: la politica. Ho incontrato giovani che chiedono risposte perché hanno in mano solo una valigia per partire e a noi chiedono di restare grazie alla valorizzazione del merito. Ma ho incontrato anche entusiasmo e soprattutto una grande voglia di cambiamento, e la fiducia della gente nelle piazze che non sono mai state vuote. Anche stima e affetto per un’azione di coraggio che vede in campo tre liste e nessun “accorduni” e che mette a disposizione dei calabresi un progetto di discontinuità totale con un regionalismo che ha fallito e un progetto di governo a mani libere, senza padrini né padroni. La nuova Regione che abbiamo in mente si poggia su idee e progetti chiari, in materia di rifiuti, lavoro, burocrazia, efficienza. Sanità”. E poi attacca il Pd: “Dall’altra parte ci sono otto liste che rappresentano i cinquant’anni di politica fallimentare che non è riuscita a cambiare questa regione. Il candidato del centrosinistra, che non ho mai avuto il piacere di incrociare non dico in un confronto ma nemmeno in occasione di una delle 52 trasmissioni televisive alle quali ho partecipato, non ha voluto raccogliere la sfida che ho lanciato in avvio di campagna elettorale: lasciare fuori i transfughi dalle liste”. Tre liste le sue che sono in campo, sottolinea l’ex presidente della Provincia di Catanzaro, “per permettere alla Calabria di essere ciò che è”, che piuttosto che avere dalla sua parte “i ministri” ha preferito tentare di avere i calabresi. I calabresi che sono chiamati ad essere protagonisti recandosi alle urne, combattendo nelle ultime ore di campagna elettorale come se fossero essi stessi candidati. “Io – ha concluso – parlerò ai giovani, alle donne che sono un elemento determinante per la loro sensibilità, chiederò un delega per rappresentare sogni e progetti per fare in modo che la Calabria diventi ciò che è”.