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    Chiusura elettorale M5S Cono Cantelmi

    Regionali, Cantelmi: ‘I miei avversari sono la stessa vecchia marcia politica’

    Chiusura della campagna elettorale anche per il Movimento 5 Stelle a Catanzaro, dove, in piazza, oltre al candidato alla presidenza regionale, Cono Cantelmi, erano presenti i parlamentari calabresi, Nicola Morra, Dalila Nesci, Paolo Parentela e Federica Dieni, ma anche la senatrice pugliese Barbara Lezzi e l’europarlamentare Laura Ferrara.

    “In questi mesi di campagna elettorale – ha dichiarato Cantelmi – ho avuto a che fare con la solita politica. Candidati assieme a me sono gli stessi politici che sono stati sulla scena amministrativa negli ultimi quaranta anni. A loro ho provato a dire di tenere solo 2.500 euro al mese, di restituire i rimborsi elettorali, di fare due mandati e andare a casa, di non candidare i pregiudicati, nessuno ha risposto sì. Abbiamo bisogno di politici che sta sulla strada e non sulla tastiera del pc”.

    La scelta di chiudere in piazza “non è casuale – spiega Parentela – perché noi abbiamo la fortuna di avere un rapporto diretto con la piazza e questo perché possiamo farlo a testa alta, mentre la politica che ci governa non può farlo, non hanno il coraggio di farlo. La politica è un servizio civile, non è un lavoro a tempo determinato. Prendiamo Catanzaro. Sappiamo benissimo da chi è comandata la città. Dai poteri forti, altro che Abramo. Dietro ci sono i tanti Tallini, c’è Noto. Loro comandano. Le nostre armi, invece, saranno il sorriso, la condivisione, la trasparenza, tutto per riprenderci l’orgoglio, la dignità e la Calabria”.

    E una parte del comizio è dedicata al presidente del Consiglio che nello stesso momento veniva contestato a Cosenza. “Renzi – ha chiarito Federica Dieni – ha paura dei cittadini. Loro chiudono le campagne elettorali in Calabria al chiuso perché la gente ora sta capendo e temono le reazioni. Noi diciamo sì alle idee che per noi vengono prima delle persone. Il governo fa promesse e non le mantiene e la colpa è anche la nostra. Siamo rassegnati e per questo non andiamo a votare. Quello che vi chiediamo è di metterci alla prova. Noi denunceremo tutto il marcio che c’è. Lo abbiamo fatto dall’esterno figuriamoci dall’interno. Denunceremo il malaffare e il marcio”.

    Dalila Nesci ha sottolineato come “le elezioni regionali siano per il M5S una grande opportunità”. “Siamo stati in tutta la Calabria – ha continuato Dalila Nesci – ed abbiamo capito come loro abbiano millantato di essere il nuovo, mentre sono il vecchio. Noi siamo al servizio dei cittadini e siamo qui sempre. Renzi viene solo in campagna elettorale e mortifica i calabresi e poi c’è Wanda Ferro. L’avversaria di Cantelmi nella sua città prima che in Calabria. Ora incontra i lavoratori della Fondazione Campanella e promette loro di risolvere la questione, ma ricordiamolo, lei poteva salvarla prima, da presidente della Provincia e non l’ha fatto”.

    Il Sud e la questione criminalità, al centro del discorso di Barbara Lezzi: “Le nostre regioni sono svantaggiate perché sono saccheggiate e continueranno ad esserlo anche in futuro se non ci diamo una svegliata. Il Sud non può più accettare di essere soffocato dalla mafia. Colpiamo loro e risolveremo i nostri problemi”.

    “Io ho ribattezzato Ncd, in nuova camorra disorganizzata. Il loro modo di fare politica – ha dichiarato Nicola Morra – rende le persone schiave. Chi si sottomette dovrà sempre dire grazie per le briciole lanciate loro dal tavolo del potere. Noi siamo liberi. In questi mesi i parlamentari che sono su questo palco hanno messo da parte 400-500 mila euro. Sapete con quei soldi se avessimo voluto quanta gente ci sarebbe stata in questa piazza? E invece li abbiamo dati alla piccola e media impresa. Spiegatemi perché il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Cosenza è dovuto andare scortato ed ha dovuto obbligare le forze dell’ordine a controllare le strade per evitare attentati? Perché sa che il suo operato non piace ai cittadini ed a loro deve rendere conto. Hanno detto che noi dovremmo imparare da loro, che siamo inesperti di burocrazia. Ma da chi dovremmo imparare? Da chi in questi anni ha riempito le proprie tasche? Riprendiamoci la dignità”.

    A chiudere gli interventi Laura Ferrara. “Solo se non ci abbattiamo – ha detto – riusciremo ad ottenere il bene per i nostri cittadini calabresi. Riappropriamoci dei nostri diritti”.