di Stefano Perri – “Sessanta artiste in memoria di Roberta Lanzino”. E’ questo il tema della mostra itinerante inaugurata questa sera al Palazzo del Consiglio Regionale. Una collezione di opere, donate da ben sessanta artiste, rigorosamente donne, da tutto il territorio nazionale per ricordare la figura di Roberta Lanzino, la studentessa 19enne violentata ed uccisa il 26 luglio del 1988. Una storia che ha sconvolto la Calabria e che ha ispirato, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, le artiste che hanno voluto esprimere attraverso le loro opere il loro urlo di ribellione contro la violenza sulle donne.
Una mostra che ha già fatto tappa a Perugia e a Roma, prima di approdare nell’atrio antistante la Sala Giuditta Levato del Palazzo del Consiglio Regionale, dove rimarrà esposta per una settimana.
”L’obiettivo – spiega la Presidente della Commissione alla Pari Opportunità della Regione Giovanna Cusumano – è quello di veicolare attraverso il codice universale dell’arte un messaggio positivo come quello della lotta alla violenza sulle donne. Siamo contenti che cittadini ed istituzioni abbiano risposto al nostro appello perché riteniamo un tema fondamentale da portare all’attenzione dell’opinione pubblica.
La giornata contro la violenza sulle donne è stata istituita nel 1999 eppure anno dopo anno siamo di fronte a episodi di violenza sempre in continua crescita. Al di là delle sanzioni e delle disposizioni normative – prosegue Cusumano – c’è bisogno di una risposta culturale, quella dell’educazione al rispetto delle differenze. Differenza uomo donna, differenza di orientamento sessuale, di colore di pelle. Va mandato un messaggio contro ogni forma di discriminazione. Ed è possibile farlo anche attraverso l’arte”.
Commossa la partecipazione della signora Matilde, madre di Roberta Lanzino, che ha ribadito l’impegno della Fondazione da lei presieduta in particolare con le scuole. ”C’è tanto da lavorare con i giovani – spiega – sul concetto di violenza e sulla gestione del conflitto. Vorrei ringraziare tutte le artiste che hanno partecipato. Il messaggio è che se vogliamo cambiare le cose dobbiamo lavorare tutti insieme, donne e uomini, per costruire un futuro migliore”.





