• Home / CITTA / Reggio, Tonelli (Sap): “No ai tagli, sì alla riforma dell’apparato di sicurezza”
    Sindacato di Polizia (Sap)

    Reggio, Tonelli (Sap): “No ai tagli, sì alla riforma dell’apparato di sicurezza”

    di Grazia Candido –
    Il segretario regionale del sindacato autonomo di Polizia, Gianni Tonelli, continua il suo viaggio in Calabria per “rafforzare i presidi di sicurezza nei territori tenendo conto anche delle indicazioni dell’Unione europea”.

    “Non possiamo permettere di far chiudere in Calabria vari uffici di polizia: sono a rischio Polfer e Postale a Crotone e Cosenza e vogliono anche sopprimere l’ufficio di polizia di frontiera marittima in un porto strategico come Gioia Tauro. Serve urgentemente la riforma dell’apparato di sicurezza”. Non le manda a dire il segretario generale Nazionale, Gianni Tonelli, in visita oggi a Reggio Calabria, tappa di un tour nella Regione (e domani sarà anche in Sicilia), per incontrare poliziotti, visitare uffici, prendere visione della situazione delle questure, dei commissariati e dei reparti. E dai primi “sopralluoghi” fatti sembra che il quadro sia “davvero drammatico: mancano uomini, mancano mezzi e ci sono situazioni assurde” – afferma Tonelli affiancato da dirigente della Digos Domenico Crea e dal segretario regionale Sap Michele Granatiero.
    “Sto facendo uno screening accurato in Calabria e non solo, e trovo purtroppo un’infinità di conferme: l’assetto dell’apparato di sicurezza è un’anomalia italiana ed è un assetto che va assolutamente corretto – tuona il segretario generale del Sap – Sette forze di Polizia sono un carrozzone nel bilancio delle imprese che non si possono più permettere. Il 60% degli uomini e delle energie economiche vengono spese nell’apparato logistico – organizzativo e, quindi, è assolutamente irragionevole, irrazionale procedere con questi tagli lineari. Che senso ha, tagliare un nucleo di eccellenze come quello della Polizia postale di Crotone e poi mantenere nella stessa città 9 centrali operative? Che significato ha, chiudere un posto di Polizia ferroviaria a Cosenza se poi nella stessa città ci sono 9 centrali operative? – si domanda Tonelli – Stamperemo 100 mila cartoline da inviare al presidente Renzi nelle quali lo pregheremo di non tagliare i posti di Polizia perché questo è un fendente letale nell’apparato della sicurezza a danno dei cittadini. E, siccome, non ci possono più mettere tasse perché abbiamo un carico fiscale assurdo in Italia, non possiamo permettere che vengano tagliati i servizi”.
    Secondo il segretario regionale del Sap è invece “opportuno sanare la struttura, drenare risorse, metterle in efficientamento del nostro sistema sicurezza, rimodulare le buste paga”.
    “Oggi al presidente Renzi diciamo che bisogna avere coraggio: ha annunciato la stagione delle riforme e riforme siano. Bisogna vincere i poteri forti all’interno del Paese – continua Tonelli – Siamo arrivati oramai al collasso del sistema e se non faremo qualcosa andrà sempre peggio. Quest’anno per spiegare ai cittadini la situazione, abbiamo inaugurato la “disforme” ossia il contrario dell’uniforme: nel ’92 avevamo l’equivalente di 90 milioni di euro per il vestiario, quest’anno invece abbiamo 15 mln e 800 mila euro per le divise e gli accessori. Comprenderete che usciamo con le pezze nel sedere e tutto questo è il fallimento di un’amministrazione mal gestita. Abbiamo 7 di tutto: 7 centrali operative, 7 mense, 7 uffici amministrativi contabili, 7 uffici personali, 7 uffici che gestiscono vestiario e automezzi. E’ tempo di cambiare passo. Chi di dovere si assuma le proprie responsabilità per non aver fatto la riforma”.
    Poi una frecciata ai “signori” del Viminale e del dipartimento di Pubblica Sicurezza la cui “unica preoccupazione sembra invece essere quella delle nuove livree delle auto della Polizia. Presto non avremo uffici e neppure uomini da mandare in strada, visto che si assume un solo poliziotto ogni 2 pensionati. Altro che livrea – conclude Tonelli – Se sprechiamo meno soldi abbiamo la possibilità di fare investimenti e rilanciare le zone depresse e infliggere colpi mortali alla criminalità organizzata che tiene in scacco le economie locali e non consente agli stranieri di investire qui perché temono di doversi misurare con questi fenomeni. Dobbiamo ridare fiducia alla gente – ribadisce il segretario – ma se continuiamo a sprecare risorse e arretriamo, i cittadini continueranno a non avere più fiducia in noi. Bisogna inaugurare una nuova stagione, caro presidente Renzi, una politica per la gente e non una politica per i politici. E’ evidente la necessità che il Governo faccia di più per evitare di penalizzare ulteriormente un comparto fondamentale”.