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Reggio, MuStruMu un anno dopo l’incendio: tutto pronto per la ricostruzione

4 Novembre 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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museo dello strumento reggio calabria

di Domenico Grillone – Una solidarietà partecipata, sentita dal profondo del cuore. E culminata, qualche settimana dopo l’incendio doloso, in un indimenticabile corteo composto da migliaia di reggini armati di centinaia di strumenti musicali per “suonarle” a chi aveva attentato alla cultura.

Il gesto criminale contro il Museo dello Strumento Musicale, avvenuto esattamente il 4 novembre dello scorso anno, registrò una reazione quasi inaspettata da parte di una città che improvvisamente sembrava svegliarsi da un torpore quasi atavico, per mostrare tutta la sua vitalità contro un gesto che voleva cancellare uno spazio fisico e, come più volte ha ribadito il fondatore del Museo, Demetrio Spagna, “certamente, inaccessibile a dinamiche mafiose, tassello di quell’altra città che si costruisce sulla partecipazione, sulla condivisione, sulla cultura”.

museo dello strumento reggio calabriaLa voglia di ripartire non è mai mancata, e a distanza di un anno il direttivo traccia una sorta di bilancio assieme ai soci, simpatizzanti, amici e tutti coloro che hanno avuto a cuore le sorti del Museo per condividere idee e progetti per il futuro.

“Avremmo voluto organizzare una festa, un concerto, ma abbiamo preferito concentrarci sui lavori ed andare avanti”, dice Kenny Curatola, portavoce del Mustrumu, a pochi minuti dall’incontro del direttivo aperto alla città. A buon punto sono i lavori di pulizia e tra qualche settimana potrebbero iniziare i lavori di ristrutturazione. “Non si tratta del lavoro che avevamo previsto e che avrebbe toccato tutta la struttura ma ci concentreremo nella parte direttamente interessata dall’incendio, quella della biblioteca, che ha bisogno di un intervento strutturale. Il resto – aggiunge Curatola – sarà intonacato e rimesso a nuovo ma senza quelle effettive modifiche strutturali che in origine pensavamo di fare”.

museo dello strumento reggio calabriaDifficile prevedere i tempi di realizzazione dei lavori. Soprattutto perché l’ombra della sempre più ottusa burocrazia comincia a fare capolino. I volontari, gli amici hanno fatto quanto dovevano: il massimo. Adesso è il turno delle autorizzazioni (vedi Ferrovie dello Stato) per mettere mano, dal punto di vista strutturale, a quella piccola parte del Museo, la biblioteca, interessata ai lavori. Anche la Regione dovrebbe spiegare, chiarire meglio come accedere al contributo già accantonato, poche migliaia di euro, che servirà proprio a pagare questa ristrutturazione. “ Se i lavori iniziassero domani – spiega Curatola – secondo la stima fatta da una azienda interessata ai lavori, il Museo potrebbe riaprire a ridosso della primavera”. E nell’illustrare le varie fasi dei lavori il portavoce preannuncia un nuovo metodo espositivo, che rimarrà comunque una sorpresa fino al giorno della riapertura ufficiale e per il quale sembra ci abbia messo mani la Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea. “Abbiamo chiesto un aiuto e stiamo cercando di intavolare questa discussione. D’altronde a noi piace coinvolgere, allargare il concetto di Museo e non curarlo soltanto noi del direttivo. Ed oggi è l’occasione di raccogliere le idee dei cittadini, di chiunque possa darci un suggerimento. Per noi rendere un Museo ‘partecipato’ è la cosa più bella che possiamo ottenere”.

museo dello strumento reggio calabriaRimane in piedi il problema dell’affitto. Che viene pagato con i soldi ricevuti dalla solidarietà delle persone, dopo che per decenni a farsene carico è stato il fondatore, Demetrio Spagna. “Ripristineremo la quota per i soci – continua il portavoce – ma sappiamo che questo non basta. Quello che noi adesso vorremmo è che la struttura ci venga concessa a titolo gratuito per 99 anni, come si era ipotizzato”.

museo dello strumento reggio calabriaNei primi giorni dopo l’incendio il neosindaco Falcomatà dimostrò tutta la sua solidarietà. “E’ stato vicino a noi, lui e la Fondazione in quei giorni. Troveremo un momento per vedere quale sono i progetti del governo cittadino verso questa struttura”. La cosa certa è che la struttura museale ha da tempo trovato la sua identità all’interno del progetto del Water Front e quindi continuerà ad esistere. Adesso si tratta solo di buona volontà. Come quella di Gaetano Saffioti, l’imprenditore che vive da otto anni sotto scorta per aver fatto arrestare 48 malavitosi della ‘ndrangheta che lo taglieggiavano, pronto, se occorre, a dare una mano al Museo. O quella dei tanti cittadini che si stanno adoperando in varie forme per aiutare la rinascita di un luogo che esprime positività, cultura, voglia di incontrarsi.

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