Chiara Rizzo, moglie dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, per il momento resta ancora agli arresti domiciliari nella sua abitazione messinese. L’istanza di remissione in libertà è stata avanzata oggi di legali Carlo Biondi e Bonaventura Candido, nella prima udienza celebrata col rito abbreviato in cui la donna è imputata insieme a Martino Politi, per lungo tempo segretario particolare dell’ex esponente politico, e Roberta Sacco, già segretaria particolare dell’ex ministro Claudio Scajola.
Il Gup di Reggio Calabria, Adriana Trapani, ha rinviato ogni decisione in merito all’istanza di rimessione in libertà presentata dai difensori della moglie dell’ex parlamentare Amedeo Matacena, Carlo Biondi e Bonaventura Candido, riservandosi un approfondimento documentale. L’udienza è stata aggiornata all’undici dicembre.
I tre imputati sono accusati del reato di procurata inosservanza della pena poiché’ avrebbero agevolato la latitanza di Matacena, attualmente rifugiato a Dubai dopo un condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Un’udienza lunga quella di oggi che ha impegnato il pm antimafia Giuseppe Lombardo e i difensori in questioni di natura tecnico-giuridiche molto delicate. In apertura di udienza il difensore di Politi aveva chiesto che il gup Trapani si astenesse dal giudicare poiché anni fa aveva ricoperto la funzione di gup nell’ambito del processo “Mozart” in cui era imputato Matacena per corruzione in atti giudiziari. Il giudice però non ha ravvisato impedimenti nello svolgimento delle sue funzioni e ha quindi proceduto ad incardinare il processo.
DOMANI E’ IL TURNO DI SCAJOLA – Se oggi si è svolto l’abbreviato dell’inchiesta “Brekfast” domani toccherà al troncone ordinario. Atteso in riva allo Stretto l’ex ministro Claudio Scajola – a cui ieri sono stati revocati gli arresti domiciliari – imputato insieme Maria Grazia Fiordalisi, segretaria di Amedeo Matacena. Domani in aula sarà la volta dei primi due testimoni dell’accusa ossia l’ex comandante della D.I.A., il Colonnello Gianfranco Ardizzone e il vicequestore Nando Paleo che hanno svolto le indagini dell’inchiesta “Breakfast”. (a.p.)





