Abbandono e incuria al cimitero di Podargoni, piccola frazione collinare del Comune di Reggio Calabria. E’ quanto denuncia Stefano Votano l’Associazione Culturale Pro Podargoni, rivolgendosi al nuovo Sindaco Giuseppe Falcomatà. Di seguito la nota e le immagini:
”Abbiamo tutti apprezzato il nobile gesto del neo eletto sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che in occasione della commemorazione dei defunti ha deposto tre corone di fiori al Sacrario dei caduti e delle vittime del terremoto. Pensiero ammirevole e condivisibile al quale sicuramente ci associamo, ma vogliamo nello stesso tempo, evidenziare l’incuria che regna nei cimiteri reggini. In particolare ci riferiamo al cimitero di Podargoni, piccolo borgo all’estrema periferia del comune di Reggio Calabria, dove sterpaglie, erbacce e immondizia fanno da tempo “coreografia” alle piccole cappelle già “provate” dagli smottamenti del terreno sottostante avvenuti negli anni scorsi a causa di infiltrazioni d’acqua.
Vogliamo richiamare l’attenzione anche sul paese di Podargoni, piccolo borgo che è stato dichiarato Borgo Medievale di rilevanza storico-ambientale, dove a “soffrire” non è solo il suo cimitero ma tutto il paese diventato negli ultimi anni quasi spettrale.
Percorrendo le viuzze caratteristiche del paese si avverte una sensazione di tristezza e malinconia nel vedere le case ormai diroccate o cadenti che quasi sembrano gridare aiuto. Quelle viuzze che un tempo non molto remoto, brillavano con quel selciato rifatto (Amministrazione Italo Falcomatà) dove le case sembrava si specchiassero in esso, adesso versano in condizioni disastrate con ciottoli saltati, buche nella pavimentazione ed erbacce che accompagnano il visitatore per tutta la loro lunghezza.
Bene signor sindaco è ovvio che nessuno ha la bacchetta magica per risolvere con un colpo tutti i problemi che incombono sulla città, noi quello che vorremmo è che quanto riportato nel suo programma non rimanga solo carta scritta ma si possa trasformare in concreto rivalutando, oltre che la città e la prima cintura anche la periferia quella più estrema perché una città metropolitana, quale ormai è Reggio Calabria, per essere tale deve anche valorizzare tutto il territorio considerate le potenzialità che un territorio cosi vario e così vasto può dare. Grazie per l’attenzione e buon lavoro”.






