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Emergenza rifiuti: Reggio e la Calabria di nuovo nel baratro? L’ora della verità

12 Novembre 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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raccolta rifiuti

di Stefano Perri – Emergenza rifiuti, è l’ora della verità. La Calabria sull’orlo di una nuova nefasta crisi, gli assetti burocratici dissestati, gli attori coinvolti che giocano ad un rimpallo di responsabilità. Ma ora le chiacchiere stanno a zero. I rifiuti cominciano nuovamente a traboccare fuori dai cassonetti in tutte le zone della città e, con l’inverno alle porte, e le difficoltà di conferimento che prevedibilmente cresceranno per via del maltempo, la situazione potrebbe presto, nuovamente, precipitare.

Dopo mesi di provvedimenti tampone che hanno da un lato, prima attivato il conferimento fuori regione, naufragato ormai da qualche settimana anche per via dei costi elevatissimi, e poi con l’ordinanza di deroga per il conferimento in discarica del ”tal-quale”, scaduta la scorsa settimana, la situazione è nuovamente sull’orlo del baratro. E adesso è giunta l’ora della responsabilità.

Anzitutto il Comune di Reggio Calabria. Che dopo due anni di gestione commissariale adesso ha finalmente la politica di nuovo al timone. Dopo la corretta e doverosa nuova segnalazione del problema da parte del Sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà adesso deve seguire un impegno serio e concreto per la realizzazione del problema. Il Comune è il primo attore coinvolto, sia per quanto riguarda il circuito di raccolta che per il conferimento, che ormai da tre giorni procede a singhiozzo all’impianto di Sambatello, bloccato dai rallentamenti di Lamezia e Pianopoli, che da domani potrebbe anche completamente fermarsi. Palazzo San Giorgio ha il dovere di uscire dall’angolo chiedendo con forza estrema a tutti gli interlocutori istituzionali di risolvere il problema in maniera definitiva. Ed al contempo attivare tutte le iniziative promesse, e condivise da tutti i candidati in campagna elettorale, a cominciare dalla strategia rifiuti zero con la raccolta differenziata porta a porta. Da un lato quindi affrontare l’emergenza, dall’altro lavorare sul medio-lungo periodo. Difficile? Obbligatorio! Ma per prima cosa Falcomatà dovrà mostrare i muscoli sui tavoli catanzaresi e romani, unici responsabili del dramma che la Calabria vive.

Poi la Regione. Lì davvero l’emergenza rifiuti è stata gestita in maniera disastrosa. Negli ultimi due anni – denunciano gli stessi operatori del circuito – non siamo riusciti ad avere un interlocuzione concreta. Si è andati avanti con una lunga serie di provvedimenti tampone che, se da un lato hanno consentito di arrivare a fine legislatura in una condizione di apparente (solo apparente) semi normalità, dall’altra hanno di molto aggravato il problema. L’approvazione in extremis della nuova legge regionale sui rifiuti, avvenuta dopo le dimissioni dell’Assessore regionale Francesco Pugliano, non è riuscita nel concreto ad arginare l’emergenza. Se da un lato ha evitato il black out burocratico con il decadimento, previsto per il prossimo mese di dicembre, di tutti i contratti con i Comuni, dall’altro si è arenata sulla cosiddetta contabilità separata, regime che avrebbe consentito al Dipartimento ambiente di operare fuori dal bilancio della Regione. Una proposta, bocciata, che dà il segno di come la questione sia stata affrontata senza la necessaria condivisione e ferma tra veti politici e da evidenti interessi di parte.

Ed infine il Governo, che sulla Calabria in più occasioni ha speso suadenti parole accompagnate a rosee prospettive di ripresa, disegnate dal Premier Renzi, dal Sottosegretario Delrio e dai Ministri Alfano e Lanzetta. Promesse naufragate però nel mare dei problemi calabresi. E allora quando i problemi c’è da affrontarli concretamente, il decisionismo dell’Esecutivo comincia a svanire, trincerandosi dietro pastoie burocratiche e rimpalli di responsabilità.

La Calabria è stata per mesi sommersa dai rifiuti e, a giudicare dalla direzione determinata oggi dagli eventi, rischia di tornare molto presto ad arenarsi nel pantano. E se in prima battuta gli alibi e i rimpalli tra politica e burocrazia sono in qualche modo serviti a procrastinare il problema, scaricandolo però sui cittadini che come sempre sono i soli a pagare, adesso le chiacchiere stanno a zero e l’emergenza incombe. La Calabria, tutta, a partire da Reggio, ha bisogno di una guida certa e di una strategia precisa. Prima che, ancora una volta, sia troppo tardi.

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