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Corigliano (CS), non prende ildigitale, sindaco: ‘La discriminazione va sanata’

25 Novembre 2014
in CITTA, Cosenza
Tempo di lettura: 1 minuti
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Canone rai

“La corretta fruizione o meno del segnale del digitale terrestre e, quindi, la normale visione o meno dei canali della televisione pubblica, per la quale i contribuenti pagano un canone, fa parte del diritto di cittadinanza in un territorio e può condizionarne negativamente il suo pieno godimento”.

È quanto sostiene il Sindaco Giuseppe GERACI denunciando quella che è ormai – precisa – una grave e reiterata violazione del diritto all’informazione perpetuata, dalle Società o enti di competenza, ai danni della comunità di Corigliano.

“È assurdo ed intollerabile – afferma il Primo Cittadino – che nella seconda città più grande della provincia di Cosenza i cittadini debbano rivolgersi al Comune, così come accade ormai sistematicamente, per denunciare la totale assenza di segnale del digitale terrestre il che rende impossibile vedere i canali della RAI. Intere frazioni e larga parte del centro storico – continua – non ricevono alcun segnale sin dall’avvio di questa tecnologia delle comunicazioni, nel 2012. A Corigliano, come accade del resto anche in altri territori della nostra area e della regione, il TG3 Calabria è considerato come un programma straniero del quale, ogni tanto, qualche fortunato racconta qualcosa. Siamo – aggiunge il Sindaco – di fronte ad una delle tante discriminazioni infrastrutturali immateriali e digitali (analogo discorso potremmo affrontare per la telefonia e per l’ADSL!) che continuano a relegare la Sibaritide ed il Sud a periferie concettuali oltre che materiali della stessa Nazione. È doveroso che la Rai e quanti di competenza provvedano con urgenza a sanare questo odioso gap di unità nazionale, che penalizza migliaia e migliaia di calabresi e perdurando il quale – conclude GERACI – sicuramente aumenteranno le proteste dei cittadini-contribuenti rispetto al pagamento del canone”.

Tags: Canone raidigitalediscriminazionegeraci
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