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    Ispezione Parco Romani Collage

    Catanzaro: Parco Romani il sogno infranto sul tavolo romano del M5S (FOTO)

    di Clara Varano – I deputati del Movimento 5 Stelle, Lugi Di Maio e Manlio Di Stefano, oggi a Catanzaro, hanno visitato insieme a Cono Cantelmi, candidato presidente del M5S alle prossime elezioni regionali, il cantiere del Parco Romani. Sul posto, una delegazione degli acquirenti, ha spiegato le proprie ragioni ai due parlamentari: “Noi abbiamo investito qui i risparmi di una vita. C’è chi ha investito l’intera liquidazione per offrire un futuro ai propri figli. Vogliamo risposte. Vogliamo sapere che fine dobbiamo fare”.

    Di Maio e Di Stefano hanno letto le carte e ascoltato le loro ragioni. “Io vi garantisco – ha dichiarato Di Maio – che a a Roma inizieremo ad occuparci della questione cercando le risposte che vi sono dovute. Qui sono stati spesi milioni di euro e qualcuno deve dare spiegazioni. Se a voi non vengono date gliele chiederemo noi da Roma. Vi siete ritrovati contro chi in realtà avrebbe dovuto garantire. Scriverò al presidente del tribunale, al prefetto e a tutti gli enti che dovevano occuparsi della vicenda e non l’hanno fatto. La loro arroganza è dovuta al fatto che sono sicuri che la vicenda non avrà mai risalto nazionale e che resteranno impuniti. Non sarà così”.

    La vicenda del Parco Romani ha radici profonde. Oggi è in totale stato d’abbandono, come si può vedere dalle foto. Vandalismo e furti la fanno da padrone nell’accogliere i visitatori. Scritte sui muri, cavie elettrici rubati, scale mai ultimate. Un mostro di cemento nel pieno centro urbano della città di Catanzaro, che se aperto potrebbe dare lavoro a più di 700 persone.

    Bisogna risalire agli anni 2000 per trovare le radici della storia, quando era sindaco, Sergio Abramo, che oggi è nuovamente il primo cittadino dela città capoluogo di regione. C’è tanto dentro ai fascicoli che ci mostra, a noi e a i parlamentari, Giovanni Costa, uno dei tanti investitori. Ci sono i nomi di chi all’epoca diede autoizzazioni ai lavori, nomi degli acquirenti, assessori, che oggi, in un modo o nell’altro, si ritrovano a contrastare l’apertura del centro. Un centro che sorge in un punto nevralgico della città.

    A pochi passi la funicolare e la stazione della futura metropolitana di superficie. Mezzi di trasporto che consentono facilmente di raggiungere il centro storico, ma anche di raggiungere il parco Romani senza l’utilizzo dell’auto.

    Il Parco sorge su una area in parte demaniale e a pochi metri da un torrente. L’intera zona è soggetta a dei vincoli idrogeologici per la natura del terreno su cui sorge, ma nonostante ciò l’opera è stata realizzata. Addirittura quasi inaugurata. Ogni volta, però, che si stava per ottenere un risultato, qualcosa o qualcuno è intervenuto per impedirlo.

    Il Parco Romani, tuttavia, è una storia di disperazione. Famiglie indebitate per un pugno di mosche. Gente che nonostante non sia riuscita a realizzare la propria attività continua a pagare mutui e oggi paga anche una parte di Imu su quella proprietà. Persone sulla cui testa pende la minaccia del fallimento sol perché hanno creduto che qualcosa di diverso potesse accadere in Calabria: “La vittoria di molti sul singolo – ha detto Cantelmi -. La predominanza degli interessi della collettività sull’interesse di pochi. Questo è quello che bisogna evitare”.