La decisione del Sindaco dopo la comunicazione da parte della Provincia per lo sgombero dei locali del Museo di Storia Naturale che dovrebbero ospitare le aule mancanti dell’Istituto Scolastico ”Nostro L. Repaci”.
”Rassegno le mie dimissioni dalla carica di Sindaco, in quanto nonostante l’impegno assunto dal Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria di consentire l’utilizzo dell’immobile per l’esercizio delle funzioni istituzionali dell’Ente (”Museo di Storia Naturale dello Stretto di Messina nel Mediterraneo”), all’interno dell’immobile di proprietà della Provincia, sito in Via Monsignor Bergamo, oggi mi sono visto recapitare dal Dirigente dell’Amministrazione provinciale una lettera contenente la disposizione di sgomberare detti locali per far posto ad aule per uso didattico”.
E’ lapidario il Sindaco di Villa San Giovanni Rocco La Valle nel comunicare le sue dimissioni dopo la vicenda che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto superiore ”Nostro L. Repaci”. Nei giorni scorsi i ragazzi dell’istituto hanno manifestato in piazza a causa della mancanza di aule. Proprio nella giornata di oggi era previsto l’incontro con l’Amministrazione provinciale.
La questione sorge dal fatto che i locali dell’ex Istituto Alberghiero sono stati posti sotto sequestro per problemi strutturali e il successivo trasferimento delle aule preso l’Istituto Superiore ”Nostro L. Repaci” che da quest’anno risulta sovraffollato.
A seguito della decisione – comunicata dallo stesso Sindaco La Valle – ”di disporre lo sgombero dei locali di Via Monsignor Bergamo per ubicavi le aule mancanti dell’Istituto Nostro” il Sindaco ha deciso di rassegnare le sue dimissioni, considerandola ”una soluzione inefficace ed inattuabile nell’immediato”, atteso che ”per il futuro non risolve il problema strutturale della mancanza di aule”.
”Tutto mi sarei aspettato – conclude il Sindaco – dopo cinque mesi di intensa attività da parte dei dirigenti della Provincia, meno che la stessa producesse un atto che, in contrapposizione con la volontà politica, sancisce di fatto la chiusura del museo di Storia Naturale. Non è possibile che in cinque mesi i tecnici dell’Amministrazione provinciale non siano riusciti a trovare una soluzione alternativa a quella oggi disposta con la richiesta di sgombero”.
”Non sarò certo io a consentire l’impoverimento culutrale della mia città e dell’intero comprensorio con lo sgombero dell’edificio così come disposto dal dirigente provinciale”.





