“Il 61% dei voti porta alla poltrona di sindaco di Reggio Calabria, Peppe Falcomatà. Pur se l’astensionismo ha fatto crollare al 65% la quota dei votanti, le elezioni offrono fondamentalmente l’immagine di una città che, dimenticandosi della catastrofe del modello Reggio con tutto il codazzo di tasse e tributi e, assieme, della macellazione sociale del governo, ha “scelto” ancora una volta di stare dalla parte dei più forti”. Così in una nota stampa il Pcl. “Si ripropone come ai tempi di Scopelliti ed Arena la collocazione dei potentati della città dietro il carro del potere romano, si ripropone anche nei termini delle quote di “consenso elettorale” pari, oggi come allora, a quei due terzi dell’elettorato. Dai tempi di Giolitti ad oggi, il trasformismo clienterale e l’inerzia delle masse continuano a dominare su una Reggio supina sotto i giochi di potere operati da un complesso di forze articolato che domina su tutte le sfere della vita cittadina. Ciò avviene anche grazie alla subalternità, al disorientamento, alla sconcertante passività delle masse oppresse della società. La nuova giunta dovrà però muoversi colpendo ancora più drasticamente le loro già misere condizioni. Al di là del modesto risultato della candidatura a sindaco del compagno Pino Siclari e della sua lista, il PCL non disarma e si propone come chiaro punto di aggregazione di tutte le energie migliori della sinistra del mondo del lavoro, dei giovani e degli oppressi di Reggio. Occorre andare oltre l’antagonismo. Solo un partito può coagulare forze per resistere e agire con un soggetto dotato di un progetto non occasionale, certo nella sua base e nella sua prospettiva di classe, non legata alle congiunture elettorali. Le elezioni di Reggio possono essere anche un monito per l’esito delle prossime regionali. Qui una legge elettorale liberticida toglie il diritto d’accesso alla competizione alle forze minori, agevola le manovre dei potentati, rende le elezioni una truffa. Il PCL per le regionali da l’indicazione dell’astensione ma non abdica alla lotta per costruire anche in Calabria un’alternativa socialista”.




