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    Reggio, la proposta di RNT ai candidati a sindaco: bilancio sociale partecipato

    di Domenico Grillone – La proposta di Reggio non Tace è una novità assoluta per Reggio. Anche se l’esperienza più celebre di Bilancio sociale partecipato si è avuta fin dal 1989 a Porto Alegre, città di 1,4 milioni di abitanti, capitale dello Stato di Rio Grande do Sul, Brasile. L’obiettivo è quello di permettere ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo ed alla elaborazione della politica municipale. In sostanza si tratta, secondo quanto affermato da Nicola Santostefano nel corso dell’incontro organizzato nell’auditorium S. Antonio, di avviare un percorso verso una gestione della cosa pubblica finalizzato a migliorare la qualità di vita dei cittadini attraverso la partecipazione e la trasparenza. “Un percorso che – spiega Santostefano – ogni anno l’amministrazione dovrebbe rendicontare attraverso un bilancio sociale”. In Italia una simile esperienza si è diffusa a partire dalla fine degli anni ’90 in città come Arezzo, Modena, Bergamo, Pescara, Massa, Reggio Emilia, Parma e tanti altri Comuni della penisola. Ciò che adesso RNT chiede ai candidati a sindaco è di accettare, entro otto giorni, la metodologia che porta poi al Bilancio sociale partecipato. “Gli chiederemo d’aderire alla proposta – aggiunge Santostefano – sottoscrivendola e impegnandosi ad attuarla entro i primi cento giorni del loro mandato. Ritenendo dirimente quest’impegno, da parte nostra c’impegneremo a contrastare, nei modi consentiti, l’elezione di coloro che sceglieranno di non aderirvi”. Per la verità l’idea di RNT è nata dall’incontro con Veronica Praticò, reggina, la quale dopo essersi laureata in CSR e Rendicontazione Sociale nel 2012 con una tesi dal titolo “La Rendicontazione sociale negli enti locali. Una proposta di Bilancio Sociale per Reggio Calabria”, non avendo trovato lavoro a Reggio, ha avuto la possibilità d’entrare in B2 Axioma che si occupa di gestione della reputazione, sostenibilità e stakeholder engagement. Condividendo spirito e fine di ReggioNonTace, ha poi proposto alla sua azienda d’impegnarsi per costruire un progetto di bilancio sociale per la nostra città. Ed il suo intervento, nel corso dell’incontro, è servito a spiegare  da una parte, dal punto di vista tecnico, cos’è il bilancio sociale e perché un ente o una amministrazione, come nel caso del Comune di Reggio, dovrebbe adottarlo; dall’altra ad illustrare una vera e propria proposta di Bilancio sociale per la città, peraltro contenuta nella sua tesi di laurea a livello sperimentale e discussa all’Università di Tor Vergata, Roma. Altro intervento è venuto da Emanuele Plata, presidente di “Planet Life Economy Foundation”, una Onlus nata nel 2003 e rivolta alle imprese, che studia e propone strategie d’imprese rispettose dei vincoli di sostenibilità. “Si tratta di un tema che interessa tutto il mondo ed ha due principali processi ritenuti indispensabili: il primo è quello di copiare dalla natura, cioè l’adozione di principi bio-imitativi, l’altro è quello di usare sistemi e processi partecipati. Chiunque in questo momento si trova di fronte a questo impegno, cioè di rendere praticabile nella sua attività di costruzione del valore, questo sistema. Cioè lavorare con una funzione partecipata oltreché attenta a copiare ed imparare dalla natura”. Riccardo Taverna di “B2 Axioma” è invece intervenuto sulla parte propedeutica del Bilancio partecipativo e sulle modalità di coinvolgimento dei cittadini. “Il bilancio sociale ha senso se incorpora le aspettative dei portatori d’interesse che possono essere i cittadini, le imprese, le organizzazione non profit, tutti quelli che hanno interesse all’attività comunale e la influenzano e che ne sono influenzati – spiega Taverna – e la modalità di coinvolgimento dei cittadini servono affinché vengano identificate le priorità per migliorare la qualità di vita in modo chiaro, quantificabile, misurabile e quindi controllabile. Con degli obiettivi che le persone riescono a comprendere”.