Non si chiude la procedura di fallimento per l’Atam. La Procura della Repubblica non ha ritenuto superati i motivi che l’hanno spinta a chiedere il fallimento dell’azienda reggina titolare del servizio di trasporto pubblico.
In particolare a preoccupare la Procura è il ”permanere di incerte garanzie sulla capacità del Comune di procedere alla necessaria ricapitalizzazione dell’azienda, la mancanza di adeguate certezze sulla pronta esigibilità del credito vantato verso la Regione e la persistente contestazione dell’accordo di solidarietà da parte della sigla sindacale USB”.
”Alla prossima udienza innanzi al Tribunale di Reggio Calabria – scrive l’Atam in una nota – in cui verrà discussa l’istanza di fallimento dell’azienda, l’ATAM auspica di poter offrire ciò che la Procura ha invocato: la “certificazione” dei crediti da parte della Regione Calabria e la manifestazione di volontà di un pieno e concreto coinvolgimento del Comune di Reggio Calabria nel progetto di risanamento.
Quanto alla USB non possiamo che confermare la valutazione critica già espressa in altra sede, prefigurando l’azione dei suoi iscritti quasi un auspicio di fallimento dell’azienda.
Cogliamo, invece, l’occasione per ringraziare le altre organizzazioni sindacali ,largamente maggioritarie, che hanno sottoscritto gli accordi di riduzione del costo del lavoro e con le quali si mantiene un costante confronto.
ATAM ha peraltro verificato, sulla base di elementi economicamente e finanziariamente accertati da una società di revisione di primaria rilevanza, la possibilità di giungere concretamente ad un risanamento anche al di fuori della procedura concordataria.
Pertanto, confortati dal giudizio espresso dalla Procura, alla quale porgiamo il nostro sentito ringraziamento, sul lavoro sin qui svolto, ATAM conferma la volontà di risanare e ammodernare l’azienda con lo scopo di salvaguardare centinaia di lavoratori e la dignità delle rispettive famiglie, e assicurare l’erogazione del servizio di trasporto pubblico essenziale per la nostra città”.





